Google+ Local e Google Places, facciamo un po’ di chiarezza

Google+ LocalA partire da maggio 2012, Google ha cercato di “unire” l’esperienza dei vari prodotti offerti tramite il proprio social, Google+. Ciò è stato portato a termine per varie applicazioni (quelle collegate al proprio profilo si possono vedere da www.google.com/dashboard) come ad esempio Gmail, Calendar, Docs, Reader, Analytics, Play, ecc… ma rimangono ancora significative le differenze tra il servizio integrato Local e il vecchio, non integrato, Places, specialmente quando si parla di Places for Business.

Google+ Local, sul quale la stessa società afferma che prenderà pienamente il posto di Google Places, in teoria dovrebbe portare un grande miglioramento in termini di facilità di ricerca, di aggiornamento e, soprattutto, di funzionalità social grazie alla possibilità di scrivere “recensioni” sui luoghi visitati. Questo anche e soprattutto in seguito all’acquisizione di Zagat, società che produce una guida per ristoranti e attività commerciali attiva da più di 30 anni. Il desiderio di Google sarebbe quindi quello di ottimizzare le attività di branding e comunicazione già dall’interno.

Quali sono quindi le criticità? Innanzitutto Google+ è un social network in cui bisogna iscriversi con nome e cognome (la policy è parecchio restrittiva), e solo successivamente, creare una pagina aziendale in cui è possibile inserire l’indirizzo e quindi comparire nei risultati di ricerca e in Google Maps. La ratio di questo procedimento è legale, nel senso che ogni pagina brand deve avere un proprietario che risponda in caso di necessità.

È possibile creare, ovviamente, più “recensioni” per diversi luoghi (e quindi diverse aziende o rami d’azienda), ma se queste sono già presenti come “schede” in Google Places, cosa fare? Qui la situazione si complica ed è figlia di una transizione ancora non completa tra i due servizi. La promessa di Google è quella di un porting automatico dalle schede Places alle pagine business Google+, ma la situazione attuale è diversa: bisogna inoltrare una richiesta manuale. Ciò, però, è reso lungo da due motivi: per prima cosa, è comunque necessaria un’altra “cartolina” contenente il PIN di identificazione per diventare proprietari della pagina in questione, anche in presenza della stessa mail, e secondo, Google non riconosce precisamente i numeri di telefono già presenti in Google Places e quindi crea automaticamente un doppione che però, per ora, non è indicizzato altrettanto bene, sia nei risultati di ricerca che in Google Maps, come il suo corrispettivo di Places che rimane attivo. In tutto questo, ovviamente, è possibile creare schede attraverso Google Places for Business, oppure segnalare i cambiamenti di nome, indirizzo o telefono. Anche questi però saranno controllati manualmente, allungando in ogni caso i tempi.

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