Criteri oggettivi per misurare il reale valore di una fan page su Facebook

PTATE’ sempre più di attualità l’argomento strategia social. E’ trendy, non si può “non fare” e, spesso, la decisione di aprire una fan page su FB, risponde ad una sorta di presenzialismo delle aziende. Non sempre si hanno le idee chiare su come orchestrare i diversi canali social e che cosa si vorrebbe ottenere.
Cerchiamo di chiarire in primis cosa possiamo e cosa non possiamo ottenere da una strategia social ben ideata: i social non servono a vendere ma a generare posizionamento di marca, differenziazione dai competitors, branding e comunicazione dei valori di marca, quindi adatti ad una strategia di lungo periodo.
E’ ovviamente un’attività che influenza la decisione di acquisto degli utenti all’insorgere del loro bisogno. Nei casi più virtuosi, si potrebbe addirittura, attraverso la capacità di intuire il giusto tono nella comunicazione e soprattutto i giusti contenuti, arrivare a creare dei bisogni.
Prendiamo Facebook. C’è un modo per capire se la nostra strategia di comunicazione applicata alla fan page ufficiale, è efficace?
Non tanto tempo fa l’efficacia della pagina si misurava semplicemente dal numero dei fan e c’è ancora chi la pensa così.
Da solo, il numero di fan della pagina in realtà non dice nulla: i fan potrebbero essere stati acquistati da uno dei tanti inutili servizi di compravendita fans oppure la pagina potrebbe avere un piano editoriale così scadente da non generare l’interesse da parte degli iscritti della pagina.
C’è però una metrica interessante, il PTAT (people talking about this) che può rappresentare un valido aiuto a comprendere se quanto pubblichiamo sulla pagina produca risultati apprezzabili in termini di engagement.
Anche se l’engagement non è legato in maniera direttamente proporzionale all’incremento delle vandite, non vuol dire che dei KPI non possano essere determinati e misurati, come ad esempio il traffico portato dalla pagina alle proprie pagine web o determinati download effettuati da una tab interna, ma se non abbiamo una pagina coinvolgente non possiamo neanche definire dei kpi.
Ecco i parametri che determinano PTAT. Nell’arco di una settimana di tempo vengono analizzati tutti i tipi di interazioni che hanno interessato la fan page:
1. persone che cliccano il “mi piace” alla pagina;
2. persone che postano sulla bacheca della pagina;
3. persone che cliccano il “mi piace”, commentano o condividono uno dei post pubblicati dalla pagina (status update,link,immagini);
4. persone che rispondono a domande poste su un evento;
5. persone che menzionano una pagina in un post
6. persone che taggano la pagina in una foto;
7. persone che mettono il “mi piace” o condividono un check-in;
8. persone che fanno check-in in un posto (per le pagine “luoghi” e quindi con una presenza fisica sul territorio).
Tuttavia il PTAT da solo può essere fuorviante nei risultati, è una metrica grezza che non ci dice nulla se non la raffrontiamo al numero dei fans della pagina.
Facciamo un esempio per capire meglio: immaginiamo di aver totalizzato 2.000 di PTAT che potrebbe sembrarci un numero altissimo (corrispondono infatti a duemila interazioni da parte di utenti avute in una settimana) se però lo confrontiamo con il numero assoluto di fan della pagina pari 2 milioni di fans si deduce che in realtà si tratta di una cifra molto bassa.
Quindi il PTAT o altrimenti detto Indice Medio di User Engagement deve ridursi ad una percentuale che mette a confronto il numero delle interazioni con il numero totale di fan.
Sapendo che la media europea dell’indice delle pagine è attorno al 2%, la pagina è stata ben costruita e i contenuti sono adatti al tipo di target se l’indice della pagina è sopra al 2% o dovete iniziare a preoccuparvi e a rivedere la vostra strategia editoriale se siete al di sotto del 2%.
Questo tipo di calcoli che possono essere fatti su dati pubblici e il fatto che l’indice è ridotto ad un’unica percentuale che deve essere superiore a 2% è molto utile per fare l’analisi dei competitor, individuare le fan page di successo su dati oggettivi e se si trovano pagine più efficaci scoprire perchè “funzionano meglio”.
Se la matematica non è un’opinione…..

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