Una rivoluzione in poche righe

website rules 17 sett22 anni fa si verificò un evento di notevole importanza.. Il fisico 36 enne Tim Benners-Lee cambiò il mondo per sempre utilizzando poche righe di codice. Quel giorno vide la luce il primo sito in assoluto.
Anche se il sito di cui parliamo era molto basico, segnò l’inizio di una nuova era, da quel momento in poi milioni di persone saranno connesse tra loro e avranno accesso ad un numero infinito di informazioni.
Oggi possiamo contare più di 700 siti e più di 5.067 pagine web create ogni 60 secondi.
Pensate a quali e tali cambiamenti si sono verificati negli ultimi 22 anni grazie all’intuizione rivoluzionaria di Benners-Lee. Senza quelle poche righe di codice non esisterebbero i social media e i motori di ricerca.
Come si sarebbe potuto promuovere le aziende e i loro prodotti/servizi con la celerità e l’efficacia di oggi?
Si certo, si sarebbe continuato con i vecchi metodi, più dispendiosi, meno targettizzati e quindi meno efficaci: pubblicità, telemarketing, folder e vendite porta a porta.
Per la maggior parte delle attività, il sito è il punto di partenza per le strategie di comunicazione e marketing: comunicazione istituzionale, brand positioning, lead generation, e-commerce, creazione di ambassador e di community….
Nonostante l’importanza cruciale non tutti i siti web sono ideati e sviluppati con la stessa attenzione.
HubSpot ha analizzato milioni di siti ed è emerso che il 72% ha totalizzato un ranking inferiore alla sufficienza.
Non ci sono dubbi sul fatto che dal momento della sua introduzione, la tecnologia che è dietro lo sviluppo di un sito sia evoluta in modo talvolta sorprendente, quindi la domanda da porsi è: la strategia di comunicazione ha fatto altrettanto?
Ecco individuato il problema.
I siti vengono sviluppati senza tener conto dell’evoluzione nelle esigenze e nelle abitudini del consumatore negli ultimi 20 anni.
Oggi gli utenti vogliono poter decidere come, quando e dove usufruire delle informazioni che necessitano. Vogliono essere intrattenuti o educati, non sono interessati a messaggi di pura vendita.
Invece di adattarci a questo cambiamento, riempiamo i nostri siti di contenuti che non interessano nessuno, ricorriamo a noiosissimi pop up, “nascondiamo” le informazioni utili, forziamo la vendita in un momento in cui gli utenti non sono pronti.
Ci preoccupiamo del SEO o dell’aspetto estetico invece di preoccuparci di creare un’inattesa e coinvolgente user experience.
Che vuole dire tutto questo? La maggior parte dei siti è realizzata come se fossero campagne pubblicitarie o brochure promozionali. Qual’è la buona notizia? Si può rimediare!
Di seguito elenchiamo le maggiori cause di fallimento di un sito. E’ chiaro che ci auguriamo di non trovare nessun sito che totalizzi tutte e 10. Eliminare anche solo uno di questi “difetti” può incrementare di molto la qualità del vostro sito.
La maggior parte dei siti trattano tutti nello stesso modo:solo perchè la pubblicità è mass market non vuol dire che il vostro sito lo debba essere.
La gran parte dei siti è “me leadership” invece di “thought leadership”.
Quando i visitatori arrivano sul vostro sito, è importante che capiscano immediatamente cosa fate o cosa offrite, fornire agli utenti una motivazione per restare sul vostro sito invece di utilizzare il bottone Back. Troppo spesso i siti web sono brochure promozionale on line e l’autoreferenziazione e l’autocelebrazione rappresentano la percentuale più alta dei contenuti. A causa di questa tendenza la media dell’abbandono è del 60-70%.
L’obiettivo principale di un sito web è di attrarre i visitatori, trasformarli in lead prima e ambassador poi, attraverso contenuti ricchi, pertinenti e di valore.
Gran parte dei siti ancora ignorano il mobile.
La maggior parte dei consumatori naviga i siti attraverso iPhone o iPad più che sul PC. Le previsioni affermano che nel 2014 le persone che navigheranno in mobilità supereranno il numero di quelli che si connettono da PC. E’ sorprendente come nonostante l’affermarsi di questa tendenza (esistono 23 statistiche redatte solo in questo ultimo anno, sul mercato mobile, che confermano questo cambiamento nell’utilizzo dei device)i siti ottimizzati per il mobile rappresentino ancora una piccola percentuale.
Uno studio di MarginMedia ha rilevato che il 48% degli utenti che atterrano su un sito di business, non ottimizzato per il mobile, considera questa mancanza una disattenzione ai potenziali clienti con le conseguenze che potete immaginare.
L’ottimizzazione del sito per il mobile è cruciale perché permette la navigazione con il “dito” e non con il mouse. Un altro studio ha rilevato che il 46% degli utenti di mobile afferma di avere difficoltà ad interagire con una pagina web e il 44% si lamenta per la difficoltà nella navigazione.

Riassumiamo in breve i “peccati” da evitare per ideare e sviluppare un buon sito.
1. Essere one-size-fits-all
2. Ignorare il “mobile”
3. Utilizzare le animazioni a sproposito
4. Fare troppo, utilizzare tutti i tools possibili senza uno specifico obiettivo
5. Utilizzare un linguaggio tecnico “spinto” o neologismi come virtuosismi
6. Essere più attraenti che chiari
7. Essere egoreferenziali
8. Nessuna chiara call-to-action
9. Annoiare i visitatori
10. Essere tuttologi

Speriamo di aver contribuito alla rivoluzione per la trasformazione dei siti da egoriferiti ad altruisti e efficaci.

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