Il web marketing e le emozioni

Le sensazioni precedono il pensiero: la sorpresa, la paura, la rabbia e tutte le sfumature che l’animo umano può incontrare condizionano il ragionamento razionale. Nell’ottica del web marketing esse possono essere sfruttate. La ruota di Plutchick individua quattro emozioni principali, ovvero gioia, tristezza, paura e rabbia e quattro più sfumate, cioè fiducia, sorpresa, disgusto e aspettative.Le prime sono le più significative se l’obiettivo convincere gli utenti all’aquisto attraverso messaggi online.

(31 marzo - ruota_emozioni)Winnicot, ad esempio, famoso psicanalista sostiene che la felicità aumenta se condivisa. Questa emozione può essere utilizzata come driver per la condivisione sui social e per incrementare le visite sul sito o blog. La tristezza, che si trova sul lato opposto della ruota, è altrettanto potente in quanto uno scenario che comporta una sensazione del genere porta il cervello a produrre cortisolo e ossitocina, dove il primo è responsabile dello stress a cui la persona è sottoposta, mentre la seconda alimenta l’empatia. Secondo Paul Zak se i livelli di ossitocina sono più elevati, le persone sono più propense a partecipare a campagne solidaristiche. La fiducia, la credibilità e la generosità, infatti, sono influenzate in positivo.

(1 aprile - web-marketing)Fin qui è di facile comprensione la funzione che può svolgere il marketing, ma come si può pensare che la paura  sia un punto di forza in questo senso? La ricercatrice Lea Dunn ritiene che se questa emozione è troppo marcata si tende a  cercare conforto persino in un brand commerciale in assenza di altre persone a cui chiedere supporto. La sensazione di paura è spiacevole, ma fin dall’età primitiva è stata utile all’uomo perchè determina la fuga davanti a un potenziale pericolo. Infine, la rabbia polarizza determinate posizioni e le il proprio parere viene divulgato con la forza, raggiungendo molti individui grazie al passaparola.
Il web marketing insomma non deve prestare attenzione solo al prodotto in sè, ma anche alle emozioni che vuole suscitare negli utenti perchè le persone prima sono colpite in qualche modo dagli stimoli che ricevono, poi agiscono.

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