Delete: il nuovo pulsante di Google

La decisione di Google è arrivata. È arrivata il 30 maggio dopo due settimana dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha garantito ai cittadini il diritto di chiedere ai motori di ricerca la rimozione del link a un contenuto che li riguarda se i risultati sono considerati “inadeguati, irrilevanti o non più rilevanti, o eccessivi in relazione agli scopi per cui sono stati pubblicati”. La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha infatti stabilito il 13 maggio che “il gestore di un motore di ricerca in Rete è respondabile del trattamento effettuato dei dati persionali che appaiono su pagine web pubblicate da terzi”. La sentenza è arrivata dopo il reclamo di un cittadino spagnolo contro il quotidiano La Vanguardia e Google Spain e Google Inc, perché il suo nome online era legato ad una vecchia questione di debiti. La decisone, inizialmente, è stata accolta con grande scetticismo da Google, che si è sempre definita non responsabile dei contenuti che ospita poiché vengono prodotti da altre testate.link google

Per chiedere la rimozione di un link basta compilare un modulo che Google ha messo online: è necessario fornire le proprie generalità, allegare una fotocopia del documento di identità (o della patente),  indicare l’indirizzo della pagina web che si intende rimuovere dal motore di ricerca indicandone la motivazione e siglare la richiesta con la firma elettronica.
Sarà l’azienda a decidere se i link segnalati rimandano a informazioni obsolete o irrilevanti, o se, al contrario, riguardano dati di interesse pubblico. «Esamineremo ogni richiesta cercando di bilanciare il diritto alla privacy con quello all’informazione», spiega un portavoce dell’azienda.

I cittadini europei non hanno perso tempo: in un solo giorno al quartier generale di Google sono arrivate più di 14 mila richieste provenienti da tutta Europa.

Il colosso di Mountain View ha annunciato anche la nomina di una commmissione di esperti che avrà lo scopo di stabilire nuove linee guida per tutelare il diritto alla privacy dei cittadini e garantire contemporaneamente la libertà di informazione. La commissione è composta, tra gli altri, dal co-fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, da Peggy Valcke, docente di legge all’Università di Leuven, Luciano Floridi, professore di filosofia e etica dell’informazione all’Università di Oxford e anche due dirigenti di Google: il presidente Eric Schmidt e David Drummond, vice presidente degli affari legali.

È importante sottolineare che, nel caso in cui la richiesta venisse accolta, sparirà dal motore di ricerca solo il link, ma non l’articolo, che invece continuerà e esistere nel sito di riferimento.

 

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