Instagram: i primi video advertising

Disney, Lancome, Banana Republic, Activision: sono solo alcuni dei brand che hanno lanciato i primi video adv su Instagram.

Come per le foto sponsorizzate, i contenuti video devono rispondere a dei requisiti precisi per non risultare invasivi e, di conseguenza, indesiderati agli occhi degli utenti: devono infatti rispecchiare mood e approccio della piattaforma ed essere realizzati ad hoc, non essere un semplice e mero adattamento di uno spot.

Ecco due esempi di video adv già realizzati:

Infografica: come stimolare l’engagement
Per le realtà business di piccola-media grandezza essere presenti sui social media ha ormai un valore indubbio, soprattutto perché, al contrario dei loro equivalenti corporate, possono essere più flessibili e reattivi e possono personalizzare i contenuti con il proprio carattere più facilmente (ad esempio, Facebook ha da poco introdotto un hyper-local ads targeting appositamente per i piccoli business).

Ma, esattamente, cosa e come dovrebbero postare su Twitter e Facebook?

  • Anche se i tweet hanno massimo 140 caratteri, postarne di lunghezza inferiore a 100 consente agli utenti di aggiungere commenti personali ai retweet, senza dover modificare il messaggio originale del brand. Su Facebook, invece, post brevi sono di maggior fruibilità e non subiscono tagli al testo nell’anteprima del newsfeed.
  • Un’immagine vale più di mille parole: i post che hanno una componente fotografica, infatti, ricevono il 18% in più di click, l’89% in più di favourites e il 150% di retweet in più. Su Facebook, i post con immagini ricevono il doppio delle condivisioni. Senza parlare dei video, che attraggono ancora di più la nostra attenzione.

Ulteriori tip nell’infografica di The Telegraph qui di seguito:

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Multi-networking

Perché si sa, ognuno di noi ha un account in più di due social network. O almeno è così per l’utente medio. Che ne ha ben cinque. Ognuno per un motivo diverso.

Ma il numero di social account dipende, ovviamente, da diversi fattori: l’età in primis (le persone tra 16 e 35 anni ne hanno di media 6; quelle tra 55 e 64 anni ne hanno 2).

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Ma, in fondo, una cosa è quanti social account abbiamo. L’altra è: quanti ne utilizziamo realmente?

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