CES, i cinque tech-trend del 2015

Tra innovazione, gadget e previsioni da guru, il CES di Las Vegas si conferma uno spettacolo della tecnologia. L’evoluzione è talmente rapida che resta complicato avere una visione d’insieme di quello che succederà da qui a un anno. Ma l’International Consumer Electronics Show consente di cogliere alcune immagini di quello che sarà. Un po’ come spiare il futuro dal buco della serratura.

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Internet of things – Boo-Keun Yoon, Ceo di Samsung, ne è convinto: il 2015 sarà l’anno della Internet delle cose. Oggetti sempre più connessi, capaci di dialogare tra loro. Il gruppo coreano è convinto che tutti i suoi dispositivi (smartphone, lavatrici, tv) saranno connessi alla rete entro cinque anni. Potenzialmente è una rivoluzione. Che partirà dalla smart home per arrivare alla smart city.

Internet of me – Shawn Dubravac, capo economista della Consumer Electronic Association, ha pronosticato un anno all’insegna della “Internet of me”. Una espressione che si affianca all’Internet delle cose senza contrastarne l’ascesa. La rete si adatterà in modo sempre più personale alle esigenze degli individui. Vestirà le abitudini degli utenti.

Automotive – Auto senza conducente, connesse e governabili da remoto. La nuova idea di veicoli non è più una prerogativa esclusiva di Google. È vero, Big G è stata la prima a puntare sulle auto “driverless” (e da quest’anno avvierà i test sulle strade della California). Ma il cambio di marcia è dovuto anche alla voglia di innovazione di Audi, Bmw, Ford, GM, Mercedes, Toyota, Volvo. Tutte case che fino a qualche anno fa si sarebbero concentrate solo sui saloni automobilistici e che oggi si ritrovano a fare mostra di sè al CES di Las Vegas.

Wearable – Per essere connessi con il mondo, il mondo deve essere sempre a portata di mano. Nel vero senso della parola. L’Apple Watch arriverà tra poche settimane. Ma è solo l’esempio più pubblicizzato di un comparto in tumulto. E se gli orologi intelligenti e i Google Glass (che nel 2015 puntano a recuperare il mezzo flop del 2014) non hanno ancora sfondato, in pochi si azzarderebbero a scommettere contro la crescita della tecnologia indossabile.

Realtà virtuale – Mark Zuckerberg, fino a ora, ha sbagliato di rado. Quando, lo scorso marzo, sborsò 2 miliardi di dollari per Oculus VR, società specializzata nella realtà virtuale, in molti si chiesero: che c’azzecca con i social network? Intanto potrebbe essere una nuova fonte di guadagni. Perché il ceo di Oculus, Brendan Iribe, ha affermato che l’arrivo in commercio “non sarà questione di anni ma piuttosto di mesi”. La realtà virtuale per il grande pubblico sta arrivando.

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