Qualità e contenuti: come cambia il SEO nel 2015

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Inondare il web di contenuti è sempre meno utile. La qualità sta emergendo sulla quantità. I trucchetti per farsi beccare dagli spider non sono più così necessari: meglio puntare sulla user experience. E se l’utente non va al sito, è il sito che deve andare all’utente. Le novità sul SEO nel 2015 secondo Sujan Patel, vice presidente del Marketing di thisCLICKS.

Più spazio alla qualità – Il long-form, più ampio e curato, non si sta affermando solo come tendenza giornalistica. È anche un  elemento cruciale nel rinnovamento SEO. La search engine sta ponendo sempre più enfasi su contenuti più lunghi e documentati.

Quando il SEO era nella sua fase primordiale, produrre il maggior numero di contenuti e pubblicarli on line nel più breve tempo possible era l’attività che, più di ogni altra, permetteva di guadagnare posizioni nel web ranking. Oggi i nuovi algoritmi di Google tendono a privilegiare la qualità e penalizzare i siti che inonadano il web di contenuti.

User experience – Obiettivo: dare agli utenti cosa realmente stanno cercando. Un concetto che, combinato con quello di qualità, porta a individuare un’altra (e più importante) best practice: soddisfare la user experience nel miglior modo possibile. Un principio che mal si concilia con i sotterfugi spesso usati per attirare l’attenzion degli spider: testi, link invasivi, pop-up.

Una grafica limpida, senza ostacoli, è un plus che chi si occupa di SEO non può più ignorare, lavorando fianco a fianco con i web designer. Più l’utente troverà semplice la navigazione, più il sito sarà valorizzato. Un elemento che porta dritto a un’altra parola d’ordine del 2015: responsive. Responsive significa una sola Url (che non cambia, ad esempio, da desktop a mobile) per lo stesso contenuto e un bounce rate inferiore, grazie alla maggiore facilità di lettura.

Fatti guidare dall’audiance – L’utente ha sempre ragione. La sfida per i SEO specialist non sarà solo ottimizzare i contenuti, ma indirizzarne la creazione in base a ciò che gli utenti cercano. Ascoltare il web, a partire da social e blog, significa conoscere meglio le necessita di chi lo abita. E, di conseguenza, sapere quali parti del proprio sito sono inutili, quali carenti (e da rafforzare), e quali soddisfacenti. Banalmente, uno strumento come Google Analytics, individuando le pagine d’ingresso e d’uscita più frequenti, rappresenta un’arma in più per i SEO specialist.

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