Vendita di indirizzi per le Dem. Cinque consigli per evitare grane

mailIl Direct email marketing è uno strumento molto potente nelle mani delle aziende che vogliono fare conoscere i loro prodotti e servizi. Le email, specie se confezionate nella maniera corretta (ad esempio con un oggetto accattivante), hanno buoni tassi di lettura e conversione. Ma attenzione ad affidarvi al fornitore giusto per l’invio.

Molte società infatti garantiscono pacchetti di migliaia di indirizzi a cui spedire i messaggi ma sono opachi sul metodo con cui questi sono stati raccolti. Vi diranno che provengono da elenchi pubblici e che quindi sono utilizzabili, ma attenzione, la legge sulla privacy impone la richiesta di un consenso esplicito.

Per cercare di aggirare questo problema alcune agenzie inviano mail pubblicitarie ‘travestite’ da richiesta di consenso. Mail in cui si chiede l’autorizzazione all’invio di materiale pubblicitario, ma allo stesso tempo, sotto varie forme, la pubblicità è già all’interno della mail. Sono pratiche scorrette e sanzionate dal Garante per la tutela della privacy.

Attenzione anche a quelle società, con sede in altri Stati, che inviano mail in Italia. Poniamo che una web agency di Milano voglia fare un invio Dem per pubblicizzare un suo prodotto. Se si affida ad una società con sede legale all’estero che opera in maniera scorretta rischia comunque che i destinatari italiani si rivolgano al Garante.

Come fare allora ad evitare di affidarsi ad un fornitore che opera in maniera scorretta e che potrebbe crearvi problemi legali e di immagine? Ecco cinque consigli da seguire:

  • Primo, verificare che l’azienda non sia stata condannata dal Garante.
  • Secondo, chiedere all’agenzia se è possibile acquistare il database. Se la risposta è sì scappate il più velocemente possibile.
  • Terzo, chiedete l’indirizzo web della pagina di raccolta degli indirizzi. Lì potrete verificare che l’informativa sia corretta.
  • Quarto, chiedete di ricevere un test della Dem in modo da verificare che tutto sia come vi è stato venduto.
  • Quinto, pretendete che nella mail sia presente l’informativa sul titolare del trattamento dei dati e che sia sempre possibile ritirare il consenso.

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