App per la mobilità, Uber ci riprova col Giubileo

uber-popUber, la multinazionale che si occupa di ride sharing, torna in Italia dopo la sentenza del Tribunale di Milano che ha giudicato l’app per la mobilità lesiva della concorrenza. Ad annunciarlo è l’amministratore delegato, Carlo Tursi, che in una intervista a Repubblica ha annunciato che per il Giubileo per le strade di Roma si tornerà a spostarsi grazie a Uber, sviluppatore delle app UberPop, ma anche UberBlack e UberSUV, che mettono in contatto autisti e privati cittadini.

Sorge però una domanda: come farà la multinazionale americana di ride sharing ad aggirare il blocco imposto dai giudici di Milano? Il Tribunale lombardo ha infatti dato ragione ai tassisti che per trasportare le persone per le strade devono avere una licenza (pagata decine di migliaia di euro) e seguire regole ben precise, anche in materia di sicurezza. Gli autisti di Uber sono invece privati cittadini che mettono a disposizione la loro automobile per trasportare residenti e turisti, ma il cui lavoro non è né autorizzato nè regolamentato, anche se migliora la mobilità cittadina.

Sulla questione della mobilità attraverso il ride sharing l’unica cosa certa è la confusione che regna tra azienda, tassisti e istituzioni. Il Tribunale di Milano infatti non ha giudicato illegale il servizio, ma lo ha bloccato in via preventiva rimandando la palla alla politica, che dovrebbe mettere mano alla Legge sui Trasporti, vecchia di 23 anni, risalente a quando internet era ancora agli albori e gli smartphone non esistevano. Intanto a Roma l’assessore alla mobilità Esposito apre ad Uber, rimandando eventuali collaborazioni però ad un intervento chiarificatore dell’Autorità dei Trasporti e del Governo.

A rimetterci per ora sono solo i romani che nel 2016 potrebbero vedere arrivare in città trenta milioni di pellegrini. Per una metropoli dal traffico congestionato come Roma questa sarà una sfida che in pochi prevedono Ignazio Marino potrà vincere. Basta farsi un giro per la capitale per accorgersene. Le metropolitane hanno tracciati limitati, treni vecchi e con pochi vagoni. Le corse notturne sono praticamente inesistenti, mentre i pochi autobus sono imbottigliati come le macchine nel traffico. Si salvano solo gli scooter che, a loro rischio e pericolo, sfrecciano tra le macchine incolonnate.

A ricordare i problemi della capitale ci ha pensato anche Tursi: “Uber sarà utile per Roma, dove nelle ore di punta solo il 28% della mobilità è coperta dai mezzi pubblici. Per adesso il nome provvisorio è UberGiubileo, e sarà attivo per tutto il 2016”.

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