App e siti finanziari: la rivoluzione dello smartphone banking

mobile bankingÈ la legge delle due “esse”: soldi e salute sono gli argomenti più cari (anche) agli utenti degli smartphone. Tra le attività che possiamo svolgere sul nostro dispositivo, ce ne sono due che spiccano sulle altre: ottenere informazioni sullo stato fisico ed effettuare operazioni bancarie online. Con le app finanziarie in crescita e i siti finanziari aperti a un nuovo pubblico.

Secondo il Pew Research Center, lo scorso anno il 62% degli utenti americani ha usato lo smartphone per monitorare la propria salute e il 57% per controllare il conto corrente. Nessun’altra attività è così frequente: la ricerca del posto di lavoro si ferma al 43%, quella di una casa al 44%, l’utilizzo dei servizi pubblici al 40%. Dati che descrivono utenti sempre più propensi all’utilizzo della banca online.

Il trend si conferma anche in Italia. Secondo una ricerca di Ing Bank dello scorso maggio, il 36% degli italiani ha installato un’app della propria banca. E un altro 20% prevede di fare lo stesso entro un anno. In sostanza, se nel 2013 solo un italiano su quattro preferiva il web allo sportello, alla fine del 2015 la percentuale potrebbe superare il 50%. Un cambiamento che non accenna a rallenare, anche perché chi ha fatto il grande passo non tornerebbe indietro: il 90% degli utenti ha dichairato di aver migliorato l’amministrazione dei propri risparmi.

JPMorgan ha scattato una fotografia delle operazioni dei suoi clienti. Nel 2007 erano concentrate per il 90% agli sportelli e per il 10% ai bancomat. Le app? Non pervenute. Ancora nel 2010 rappresentavano solo l’1% delle operazioni. Nel 2014 erano già passate al 10%, con gli sportelli ridotti al 42%.

In Norvegia, però, dove il tasso di penetrazione di smartphone è molto alto, gli equilibri si invertono: il gruppo DNB ha rivelato che il 42% di operazioni è online e solo l’11% in filiale.

In questo mercato enorme, afferma Julian Wellesley, analista azionario di Loomis Sayles, chi si muove in anticipo vanterà un vantaggio competitivo decisivo. Negli Stati Uniti lo hanno fatto Bank of America e Wells Fargo. Che oggi hanno circa 16 milioni di clienti bancari attivi su smartphone a testa. Un po’ come se i due leader del mercato italiano avessero 3 milioni di utenti ciascuno.

Ma in cosa consiste questo “vantaggio competitivo”? L’analisi di Loomis Sayles è chiara: “Costi bassi, fedeltà dei clienti e crescenti quote di mercato. I clienti che utilizzano lo smartphone banking sono generalmente giovani, con un ottimo livello di istruzione e tendono a interagire con la banca di frequente attraverso il loro dispositivo mobile”.

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