Strasburgo, sì alla Net Neutrality: quello che c’è da sapere

Il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha votato per abolire il roaming e per sancire la net neutrality, un principio messo nero su bianco anche nella Dichiarazione dei diritti in Internet. Ma cosa significa ‘neutralità della Rete’? Significa che gli operatori che gestiscono le infrastrutture di telecomunicazioni non potranno bloccare i pacchetti di dati trasmessi da aziende o privati e neppure dare precedenza ad un servizio piuttosto che ad un altro.

Alla notizia c’è chi ha brindato (soprattutto le associazioni dei consumatori), ma rimangono comunque alcuni dubbi sull’efficacia del provvedimento. Già, perché secondo i critici la normativa europea offre delle scappatoie. Come si suol dire, il diavolo si nasconde nei dettagli e per i critici queste leggi sono piene di spiragli. Vediamo quali.

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Una Tlc non potrà agevolare un servizio piuttosto che un altro, magari non a pagamento. Questo significa banalmente che un operatore telefonico  non potrà degradare la linea se usiamo Skype piuttosto che chiamare con un servizio a pagamento. Questo sarà vero finché non ci saranno ‘ingorghi’. Le compagnie infatti potranno intervenire a smistare il traffico in caso di sovraccarico della rete, quando cioè la mole di dati raggiunge un picco mettendo a repentaglio al stabilità dell’infrastruttura.

Per i detrattori della normativa questo spiraglio lascia agli Isp una discrezionalità troppo ampia che rischia di rendere possibile, de facto, un internet di serie A e uno di serie B. Per gli altri si tratta invece di un provvedimento necessario per evitare che le infrastrutture collassino nei momenti di picco.

C’è un altro caso in cui gli operatori potranno derogare alla neutralità della Rete. È infatti prevista la possibilità che alcuni servizi, decisi dal legislatore nazionale o dalle autorità preposte, ricevano un trattamento speciale. L’idea è quella, ad esempio, di creare un canale preferenziale per alcune tipologie di servizi, magari legati ad emergenze sanitarie (come già accade) o di pubblica sicurezza. Una operazione chirurgica fatta attraverso un robot con una connessione transoceanica non può saltare perché c’è un picco di banda. Ma il sospetto di alcuni è che si voglia lasciare aperto uno spiraglio per allargare questo principio anche a servizi non essenziali.

Resta ovviamente la possibilità che un giudice ordini il blocco di contenuti illeciti o che le Tlc intervengano per tutelare la sicurezza della rete, ad esempio in caso di trasmissione di virus o attacchi DnS. Restano tuttavia vietati il blocking, la facoltà cioè per un operatore di bloccare l’accesso ad un servizio e il throttling, il rallentamento intenzionale di un servizio da parte di un internet service provider.

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