E-Health, la grande sfida della privacy

sanitàTutta la documentazione clinica di un paziente digitalizzata e caricata in cloud, quindi disponibile da qualunque parte della terra. È questo il progetto Fascicolo Sanitario Elettronico, partito il 26 novembre, che ha lo scopo di portare anche in Italia la Smart Healt, la Sanità intelligente.

Un progetto ambizioso, che però solleva colossali problemi di privacy. Ogni cittadino che si rivolge ad un ospedale, centro di analisi o clinica avrà infatti la possibilità di uploadare i dati che lo riguardano in un fascicolo virtuale. Esami del sangue, visite specialistiche, operazioni chirurgiche. Sarà tutto online.

La finalità è quella di rendere disponibili le informazioni di un paziente ai vari medici che lo hanno in cura. Il problema è che questi sono ‘dati sensibili’. Dati cioè non puramente anagrafici, ma che servono a identificare, in questo caso, lo stato di salute, ma anche l’orientamento sessuale o il credo religioso.

Insomma, dati che, secondo il codice della privacy, dovrebbero essere tutelati e protetti. E qui casca l’asino, perché attualmente non ci sono procedure né sistemi in grado di criptare i dati e renderli disponibili solo a determinate persone. E la gestione dei dati ricopre un ruolo fondamentale, come anche ricordato dalla Dichiarazione dei diritti in Internet.

Lo stesso Garante della Privacy ha precisato che il Fascicolo sanitario elettronico è un “insieme logico di informazioni e documenti sanitari volto a documentare la storia clinica di un individuo, condiviso da più titolari del trattamento”. Inoltre il Fse “deve essere improntato a criteri di massima trasparenza nella sua strutturazione e nel suo funzionamento”.

Il paziente dovrà dunque essere messo nelle condizioni di modificare o cancellare i dati che lo riguardano e dovrà essere sempre chiaro chi è il Titolare del trattamento dei dati, nella maggior parte dei casi l’ospedale in cui si è fatto curare.

Ma sarà anche necessario implementare dei sistemi di criptografia e di accesso, per cui un medico potrà visionare solo una parte dei dati di un paziente, quelli utili alla sua cura. Ogni consultazione dovrà essere tracciata e il personale medico dovrà essere ‘schedato’, in modo da evitare abusi.

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