Per uno storytelling vincente servono quattro ‘specialisti’

Quando si parla di storytelling l’opinione pubblica si divide in due: chi pensa sia una moda del momento e chi ci crede fermamente, a volte esagerando. Lo storytelling ha solide basi empiriche e in Italia ha una lunga tradizione, anche se in passato i pubblicitari lo hanno usato senza sapere che si chiamasse così. Ma per avere uno storytelling di successo bisogna affidarsi a dei professionisti e fuggire dall’improvvisazione.

Ecco allora quattro figure essenziali per un buon storytelling.

Storytelling Strategist. Suo è il compito di conoscere in profondità il pubblico (o i pubblici) a cui ci si rivolge. Non stiamo parlando di dati anagrafici, non solo almeno, ma di storie di vita, di valori ed emozioni. Su questi dati va poi creato lo storytelling che dia all’utente la storia di cui ha bisogno in quel momento. A guidare tutto deve essere la strategia, che definisce obiettivi e modalità operative.

Una volta delineata la cornice generale è il momento di lasciare carta bianca allo Script writer. È un po’ copy, un po’ poeta, un po’ romanziere. La penna (o la tastiera) è il suo strumento. Con gli obiettivi strategici bene in testa deve creare il racconto.

Parallelamente e in un continuo dialogo deve operare il Visual Storyteller. È il grafico, fumettista, visual artist o regista che deve tradurre in video ciò che è solo sulla carta. Solitamente i profili operativi sono però due, che si alternano nel processo creativo. Il primo definisce l’immaginario in cui la storia si sviluppa, il secondo trasforma il seme in pianta, con tutte le sue diramazioni, fatte di storie e piattaforme.

Per fare un esempio prendiamo il caso del Biscottificio Di Leo. C’è la storia, che è al centro del racconto stesso. Il brand è ben visibile, ma con discrezione. I valori raccontati sono forti: genuinità, bontà, simpatia, “un passato fatto di cose buone”. C’è anche il tono: scherzoso, un po’ da Libro cuore. Il video (leggermente lungo per il web) è al centro, ma è poi declinato in vari formati e piattaforme, in una narrazione che attraversa diversi ecosistemi pur mantenendo intatti valori e stile narrativo.

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