Social media marketing, i trend da non ignorare nel 2016

Si fa presto a dire social. In questo universo ci sono centinaia di strade da pecorrere. AdAge ha provato a individuare le più promettenti di questo 2016.

social media

Messaggistica istantanea – La crescita delle app di messaggistica istantenea, come WhatsApp e Messenger, prosegue. Nel 2018 gli utenti saranno 3,6 miliardi rispetto agli attuali 2,5. Numeri che implicano un paio di considerazioni. La prima: la platea degli utenti di messaggistica sarà presto più ampia di quella dei social network. La seconda: non è solo un pubblico in crescita ma è anche più giovane. Mentre solo il 20% dei millenials posta foto e video sui grandi social.

I marketers devono quindi accogliere una doppia sfida. Intercettare i più giovani e farlo su piattaforme one-to-one. Un’esigenza che richiede innovazione, ma anche molta cautela

Ad blocking: opportunità per i social – Il successo di WhatsApp e soci decreta la fine dei grandi social? Neanche per sogno. Sono ancora uno strumento prezioso, in grado di raggiungere un pubblico enorme e, allo stesso tempo, sempre più targettizzato. E poi hanno un alleato in più: l’Ad blocking. I software che fermano la pubblicità online sono un problema per i siti web. Il loro uso ormai dovrebbe coinvolgere un utente su due entro fine anno. Cosa significa? Da una parte editori e pubblicitari devono trovare delle soluzioni per non abdicare alla loro presenza. Dall’altra devono rivolgersi a un ambiente capace di alleggerire il peso dell’ad blocking, trasformandolo senza traumi in uno spazio che accetta la vendita, le promozioni, l’acquisto. I social potrebbero rappresentare l’ambiente ideale.

Sempre connessi – L’idea che avanza è quella di trasformare i social in mondi autosufficienti. Non più stanze delegate a una singola funzione ma case iper-accessoriate. Facebook (ma non solo) sta facendo ogni sforzo pur di introdurre funzioni capaci di trattenere gli utenti. Tra condivisione, lettura di contenuti, trasmissione di video in diretta, chat, e-commerce e sistemi di pagamento, è possibile trascorrere sul pianeta Zuckerberg l’intera giornata. Se questo è l’indirizzo, imprese e agenzie devono adattarsi: dovranno immaginare prodotti specifici e distinti per singola piattaforma, ripensando call to action e clickthrough.

Nel regno dei video – Il video ha successo. E questo è un fatto. Ma, proprio per questo motivo, si stanno creando affollamento e concorrenza. Emergere sarà sempre più difficile. Occorreranno video di livello superiore, pensato e sviluppato in base alla piattaforma scelta (da YouTube a Facebook e da Twitter a Tumblr) e indirizzato al giusto target. Tutto più complicato, ma dalle potenzialità enormi.

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