E-mail marketing più vivo che mai: consigli e controindicazioni

L’e-mail marketing è un po’ come la radio. Ogni volta che emerge una novità, viene dato per morto. E ogni volta risorge più forte di prima. Alle radio è successo con televisione e internet. All’e-mail marketing con i social.

Invece le strategia basate sulle e-mail hanno sempre maggiore successo. Ma quali sono le tendenze del momento? Qualche indizio arriva da un report di Ascend2, che ha chiesto a 245 marketing influencer il loro punto di vista.

e-mail marketing

La qualità sbaraglia la quantità

La quantità è più importante della quantità. Una mailing list corposa aiuta, ma la presenza di destinatari di qualità non è un mezzo quanto, già di per sé, un obiettivo. Anzi, è l’obiettivo principale (indicato dal 70% degli intervistati). La qualità sovrasta altri parametri ritenuti primari, come l’incremento delle conversioni, dell’open rate, dei click-thru. Il traguardo di ampliare la lista dei contatti si ferma al 38%.

“Noi siamo sotto pressione perché dobbiamo performare”, ha affermato uno degli intervistati. “E quando si definiscono gli obiettivi, la qualità deve surclassare la quantità”.

La necessità di puntare sulla qualità si riflette sui risultati ottenuti. Il 46% degli intervistati pensa che la usa lista sia più qualitativa rispetto a qualche tempo fa. Anche se resta un 16% secondo il quale lo stesso parametro è destinato a ridursi.

Per evitare fraintendimenti, è meglio sottolineare che la qualità è primaria ma non in antitesi con la quantità. Considerazione ovvia: bisognerebbe viaggiare in due direzioni. Perché la mailing list perfetta è come un pasto da ricordare: “buono e abbondante”. Ecco perché, accanto all’incremento della qualità, il 55% degli intervistati ha anche ampliato la taglia della propria lista.

Le difficoltà non mancano

C’è però un grande equivoco nell’e-mail marketing. Il fatto che si utilizzi uno strumento ormai familiare non significa che sia semplice. Tra le maggiori barriere incontrate dagli influencer ci sono sopratutto la mancanza di una strategia, l’assenza di sottoscrittori “di qualità” e una mancanza di dati adeguati a segmentare l’audience.

La consapevolezza che l’e-mail marketing sia fondamentale e, allo stesso tempo, le difficoltà incontrate a causa dell’assenza di una strategia, sfociano in un dato ambivalente: il 55% degli intervistati reputa di aver avuto successo. Poco più della somma di insuccessi (36%) e disastri (9%).

Attenzione al bilancio costi-benefici

Meglio allora prendere la bilancia e soppesare le tattiche di maggior successo e quella che più complicate da mettere in pratica. Sul podio delle buone pratiche ci sono le e-mail che rimandano a landing page specifiche: utili per il 53% degli intervistati e complicate per uno su 4. A conti fatti un (potenziale) affare. Utili anche le e-mail che invitano al dowload di contenuti (previa registrazione). L’efficacia è al 46%, la difficoltà al 22%. In terza piazza l’integrazione tra e-mail e social. L’efficacia tocca il 41%, ma con un inconveniente: è la tattica più difficile da applicare.

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