Engitel entra nella “mischia” con l’offerta Scrum

Engitel si apre all’offerta Scrum, un nuovo metodo di sviluppo del prodotto. Cosa significa? Scrum vuol dire letteralmente “mischia”, come il pacchetto degli avanti nel rugby. Ecco, lo Scrum funziona più o meno nello stesso modo: un gruppo ristretto di persone, lo Scrum Team, viene assemblato per sviluppare il prodotto in modo agile, solido, personalizzato.

scrum

All’interno dello Scrum Team ci sono il ProducOwner, il Developer Team e uno Scrum Master. Per restare su un campo da rugby, quest’ultimo sarebbe una terza linea centro, colui che perfeziona i movimenti della mischia. Senza però avere un ruolo di gestione del personale. Quello spetta all’allenatore (cioè al project manager).

“Il ruolo dello Scrum Master è quello di ottimizzare il lavoro del Developer Team, facendo sì che le regole adottate vengano rispettate, e di gestire gli Scrum Meeeting”, dice Antonio Millin, esperto del mondo web e da 16 anni in Engitel. “Qualora nascessero degli impedimenti o dei conflitti tra i membri del Team, sarà lui a intervenire”. Non come autorità gerarchicamente superiore ma come primus inter pares. Non a caso è anche detto “servant leader”. “È un facilitatore e un controllore che si assicura che venga applicato correttamente il metodo Srum”.

Ma in cosa consiste il “metodo scrum”? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro, al Lean. Si tratta di un sistema di sviluppo che, come tutti, ha l’obiettivo di arrivare al miglior prodotto possibile. Lo fa attraverso alcuni principi, che passano per 3M: mura, muda e muri. Ossia (in giapponese) l’eliminazione di spreco, sovraccarico e flusso non regolare del processo lavorativo.

All’interno di questo quadro, si muove la metodologia Agile, cioè lo “sviluppo agile del software”, che trova i suoi principi in un manifesto pubblicato nel 2001. Se il Lean è l’universo del mondo Srum, l’Agile ne è il sistema solare. Tutto ruota intorno a questi principi: gli individui e le interazioni hanno la precedenza sui processi e gli strumenti; il software funzionante sulla documentazione esaustiva; la collaborazione col cliente sulla negoziazione dei contratti; la risposta al cambiamento sull’esecuzione di un piano.

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Si tratta quindi di un metodo empirico per la gestione dei processi. Che, in alcune occasioni, può affiancarsi a quello definito. Che cosa cambia nella prassi? Il cliente partecipa ai rischi (e ai successi) del prodotto. Il team può recepire le indicazioni del cliente, fa emergere alcuni requisiti in corso d’opera, effettua rilasci periodici.

Per progetti molto complessi, la scelta di definire tutto prima dell’inizio comporta il rischio di fallimenti e perdita di tempo. La metodologia Scrum permette di tenere a bada questi inconveniente, perché tutto si definisce passo dopo passo. “Per raggiungere la vetta di una montagna ci sono diverse vie. Non tutte sono uguali. Una volta terminata la prima tappa, se ho delle alternative posso scegliere qualla più facile, quella più veloce, quella percorribile in quel momento o quella suggeritami dai membri più esperti della cordata”.

Se dalle metafore volessimo passare ai prodotti, un esempio potrebbe essere l’iPod. La product vision prevedeva poche ma precise indicazioni: il dispositivo doveva stare in una tasca, contenere 5 mila canzoni e avere batterie, veloci da ricaricare, che durassero giorni. Il team tecnico aveva bollato quel progetto come “impossibile”. Ma ad Apple non importavano i tempi quanto il risultato. Sono stati necessari tre anni, ma l’iPod è diventato uno dei protagonisti della rinascita della Mela.

“Il cliente – continua Millin – potrebbe anche solo avere una product vision che vuole elaborare e sviluppare nel tempo. L’utilizzo del metodo empirico è più costoso perché oneroso in termini di risorse ma assicura lavori di alta qualità che rispettano appieno le esigenze dal cliente”.

Engitel allarga quindi la sua offerta. Oltre al metodo classico, collaudato e funzionale, potrà disporre di uno Scrum Team per progetti molto complessi, prodotti nuovi richiesti dal cliente, in cui condividere rischi e offrire un progresso continuo. In alcune circostanze, è lo stesso cliente che chiede di lavorare in modalità Scrum perché non sa ancora bene quale possa essere il risultato finale. “Engitel potrebbe offrire lo sviluppo del prodotto o accompagnare startup nello sviluppo di un prodotto”. Un’opportunità in più per una web agency “agile”.

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