Facebook è un social per Pmi: 3 milioni di aziende investono

Facebook e Pmi è un binomio che si stringe sempre di più. Sono 3 milioni le piccole e medie imprese diventate inserzioniste sul social network. Con un balzo del 50% in un solo anno. La presenza passiva non basta. E investire è visto come un buon modo per farsi vedere.

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E in questo flusso impetuoso, l’Italia non perde il passo: è tra i primi 5 Paesi per capitali investiti e per tasso di crescita.

“Il mercato in cui le Pmi si muovono sta cambiando profondamente e questa evoluzione rappresenta una sfida che devono essere in grado di affrontare con gli strumenti adeguati”, ha commentato Luca Colombo, country manager Facebook Italia.

I numeri sono tutti dalla parte di Mark Zuckerberg. Le imprese possono parlare a una platea potenziale sterminata, con un miliardo di utenti attivi al giorno. Spesso, navigando sulla propria bacheca, s’incontrano le imprese. In Italia succede nell’87% dei casi.

Una cifra che rimanda anche a un’altra scelta fatta per l’altra piattaforma di casa, Messenger. Il servizio resta gratuito ma potrebbe presto lanciare la pubblicità in chat. Per non essere invasivo, però, dovrebbe optare per annunci provenienti da aziende che l’utente ha, in qualche modo, incontrato su Facebook. Una pubblicità mirata (se ho incontrato un’impresa è perché potrebbe interessarmi) che rende la necessità di emergere un imperativo.

A questo si aggiunge il fatto che aumentano anche le pagine di marchi e imprese. E Zuckerberg non ha fatto mistero di volerle trasformare non solo in fonte di introiti da advertising ma anche in mini-piattaforme di e-commerce (cosa, peraltro, già possibile). L’assenza (o l’anonimato) costeranno caro.

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