Digital advertising, dove andranno gli investimenti

Bene Google e Facebook. Male Twitter. Tra gli emergenti spicca Instagram. Ma, più in generale, è il trionfo del digitale. Secondo un report di RBC Capital Markets e Ad Age, il 57% di marketer e agenzie allocherà più del 20% del budget media sul digitale. E, dato ancor più importante, nel 23% dei casi la quota supera il 50%. Tradotto: ormai un marchio su quattro il digitale è il primo riferimento per una campagna pubblicitaria.

digital advertising

Ed è solo l’inizio, perché l’82% dei 2 mila intervistati pensa di espandere il budget e solo il 2% di ridurlo nel prossimo anno. Lo studio ha il focus sugli Stati Uniti: un modo in più per leggerlo con interesse. È vero che l’Italia è diversa, ma è anche vero che spesso le tendenze di oltre Atlantico sono arrivate poi in Europa. E muoversi con il tempismo giusto non è certo un difetto.

Dire “digitale” è ormai indicare un mondo diversificato. Quali sono, allora, le strade che si stanno già percorrendo e quelle che s’imboccheranno a breve? Qualche indicazione arriva dai dati del report. Lo studio afferma che Google è il mezzo che produce il miglior Roi, seguito da Facebook, YouTube, Twitter, LinkedIn, Yahoo. In tutti i casi, il Roi è migliora rispetto al settembre 2015 (data della precedente ricerca). Con una grande eccezione: Twitter. Una altro brutto segno per il social, che in questi mesi (tra cambio di ceo, calo in borsa, utili che non arrivano e pressioni degli azionisti) non sta vivendo certo un momento positivo.

I ritorni stimolano nuovi investimenti. Il 62% degli intervistati ha deciso che, il prossimo anno, spenderà di più su Facebook. Il 54% farà altrettanto su Google e il 48% su YoTube. Nonostante i suoi guai, anche Twitter dovrebbe ricevere più investimenti pubblicitari (per un intervistato su tre). Ma, a conferma di una fiducia poco salda, c’è un 23% che (al contrario) su Twitter punterà meno. Su un campione di 2 mila manager e agenzie, c’è anche chi sarà costretto a tirare la cinghia: il 9% investirà meno su Facebook, il 10% su Google e l’8% su YouTube. Quote minute, che non sono paragonabili a quelle di Twitter e sottolineano (per converso) la forza del digital advertising.

Google, Facebook e compagnia sono ormai attori che calcano le scene da molto tempo (per gli standard della rete). Se la passano bene e continuano a crescere. Ma quali sono le forze emergenti? Anche qui, basta osservare le piattaforme sulle quali i responsabili dei budget decideranno di puntare da qui a un anno. Tra le nuove proposte, vince a mani basse Instagram: il 71% degli intervistati prevede un incremento della spesa sul social. Chiudono il podio Snapchat (45%) e Pinterest (42%). A seguire Spotify (34%), Pandora (27%), Hulu (27%), Google+ (18%), Tumblr (16%) e Reddit (15%).

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