Digital marketing, consigli per le Pmi

Budget scarso, mancanza di competenze e assenza di strategie: sono gli ostacoli che si frappongono tra le piccole e medie imprese e il successo nel digital marketing. Lo afferma il 2016 State of Digital Marketing.

Il punto di partenza non è così diverso rispetto alle grandi compagnie: in tutti i casi si sta assistendo a uno slittamento di risorse (finanziarie ma non solo) verso il digital marketing.

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Consapevolezza – Per fare il primo passo, è importante fermarsi, guardarsi intorno e capire a che punto è il digital marketing nella propria azienda. Nel 69% dei casi, le imprese affermano di essere “superiori” rispetto alla media (nel 12% aggiungono anche un “molto”). L’altro 41% si sente invece “inferiore” (“molto” nel 4% dei casi). Se la realtà rispecchiasse questa visione, le Pmi potrebbero brindare. Ma non è (ancora) così.

Obiettivi – A cosa puntanto le Pmi attraverso il digital marketing? Per il 55% degli intervistati il traguardo è “accrescere la lead generation”. Seguono conversion rate e brand awarness. Sorprende che un incremento (misurabile) del ROI sia solo in quarta piazza (con il 39%). Vale quanto la necessità di ottenere dati più precisi sul proprio pubblico. Forse perché il digital marketing viene visto ancora come un veicolo che vive e si easurisce in rete. Un errore, testimoniato dal fatto che per il 32% delle aziende, l’obiettivo è quello di aumentare il traffico del proprio sito web. Ambizione doverosa, che però dovrebbe rappresentare più una tappa che un traguardo.

Soddisfazione – Gli obiettivi fissati all’inizio del percorso sono stati raggiunti nell’82% dei casi. Spesso non è un successo pieno (68%), poche un trionfo (14%). Conforta però che l’insuccesso è fermo al 18%.

Ostacoli – Perché il progetto di digital marketing fallisce? Primo: mancanza di un budget adeguato (nel 48% dei casi). Ma i soldi non sono quasi mai l’unico problema. Nel 39% dei casi è colpa di mancanza di competenze interne o di una formazione sufficiente. In un caso su tre, il problema è nella misurazione del ROI o nell’assenza di analisi e report adeguati. Nel 23% dei casi manca anche una base tecnologica.

Difficoltà – Per le Pmi il Seo è un rebus: il posizionamento sui motori di ricerca è la tattica più complicata per un’azienda su due. Seguono i social media e una strategia focalizzata sul mobile. Garantirsi risultati pagando è più semplice: paid search e display ads sono più abbordabili. La tattica più semplice è la creazione di un sito web. Un dato che fa emergere ancora una certa mancanza di consapevolezza: Seo e sito web sono la testa e la cosa, come se costruire un luogo digitale e renderlo visitabile non fossero due mattoni dello stesso progetto.

Opportunità – Paid Serarch e display ads saranno anche le tattiche più semplici, ma sono anche le meno efficaci. Raccolgono maggiori favori, nell’ordine: l’e-mail marketing (utile per il 61%), il sito web (60%), il seo (49%) e i social media (44%).

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