Wikipedia poco curata. Imprese: promossi e bocciati

Allerta Wikipedia. Le aziende italiane badano ancora troppo poco alla propria pagina. Spesso ci provano con il fai da te (e con risultati deludenti). Dall’altra parte sono pochi i professionisti del content capaci di apportare un contributo efficace. È la fotografia scattata dal Lundquist Wikipedia Research 2015-2016. Il report ha analizzato il presidio di Wikipedia da parte delle 100 maggiori imprese del Paese.

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La forza di Wikipedia è il contributo diffuso. Più sono gli occhi che controllano informazioni e fonti, più l’enciclopedia sarà ricca e attendibile. Alla luce di questo principio, la versione italiana ha un difetto. Gli editor attivi (cioè coloro che mettono mano alle voci) sono calato negli ultimi tre anni: a febbraio 2016 sono stati 2.473, solo una frazione del milione di utenti registrati. Facendo una proporzione, c’è un editor attivo ogni 500 articoli. Una mole di informazioni che un singolo utente non può reggere. Non fanno eccezioni le pagine delle imprese, che – in media – il report definisce “povere” e “senza miglioramenti” rispetto allo scorso anno.

A dirlo sono i dati: il 70% degli articoli sono reputati insufficienti. Solo un articolo su quattro ha più di 2 foto e più di 20 fonti citate. Poco, in un sistema nel quale più sono i riferimenti e più la pagina risulta solida e attendibile. Il 39% ha ricevuto un alert, cioè è stato segnalato per testi non neutrali o senza fonte adeguata. 18 compagnie su 100 sono state ammonite e bloccate per aver pubblicato contenuti promozionali e solo 9 sono quelle promosse a pieni voti.

Fin qui si potrebbe parlare di inefficacia. Ma le aziende commettono spesso anche un altro errore: “Cedono alla tentazione di editare gli articoli direttamente”. Il report afferma che due terzi delle società hanno violato le norme di Wikipedia. E questo espone a due ordini di problemi. Primo: uno scarso impatto sugli articoli, problema non secondario perché Wikipedia è spesso il primo risultato di ricerca. Secondo: sapere di un intervento diretto potrebbe avere una influenza negativa sulla reputazione aziendale.

Ecco quali sono le migliori 20 società italiane su Wikipedia. Con Telecom Italia, Eni e Intesa Sanpaolo in testa. Mediobanca, Moncler e Ubi Banca sono invece quelle che, nel corso dell’ultimo anno, sono migliorate di più.

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