Social, rischio unfollow: 5 cose da non fare

Lo dice sempre il mister detentore dello scudetto all’inizio della stagione successiva: vincere è difficile, confermarsi lo è ancora di più. Ecco, con i follower è più o meno la stessa cosa: conquistarli è già qualcosa, ma tenerseli stretti è ciò che conta davvero. Per farlo è importante capire i loro interessi, ma è decisivo sapere anche che cosa li mette in fuga. Un’indagine di Sprout ha tentato di dare delle indicazioni. E ci sono cinque cose che i follower non sopportano.

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Messaggi promozionali – I social network non sono una vetrina per vendere. Non subito, perlomeno. Il 46% degli utenti smette di seguire il canale sociale di un brand proprio perché è troppo (e troppo spesso) uno spazio pubblicitario. I contenuti non devono vendere ma interessare.

Informazioni irrilevanti – Attenzione: non vendere immediatamente non significa divagare. Un follower vi segue perché è interessato ai vostri prodotti o al vostro settore. Il 41,1% degli utenti saluta una marchio perché viene bombardato da “informazioni irrilevanti”. Non prendetela troppo larga: non parlate di mele se vendete ananas. Anche perché le mele dovrebbero essere il frutto che conoscete meglio.

Troppo – Il troppo stroppia: l’adagio della nonna funziona sempre. Più di un utente su tre (il 34,9%) preferisce abbandonare il marchio per un eccesso di comunicazione. Troppi tweet, troppi post, anche se ben fatti potrebbero essere controproducenti se intasano bacheche e timeline.

Troppo poco – Il 17,9% degli unfollow deriva da eccessiva calma. Il dato dice però un’altra cosa importante: il troppo poco viene punito meno del troppo. Serve la giusta misura, l’equilibrio tra l’eccesso di comunicazione e il silenzio. “È la dose che fa il veleno”. Lo ha detto Paracelso, 1500. Eppure, ieri come oggi, per la medicina o sui social, la regola vale ancora.

Fare i giovani (se non lo siete) – il 29,9% ha negato il follow perché il brand ha preso a utilizzare slang e gerghi che non gli calzavano. Attenzione: usare slang non è sbagliato. Ma non lo è neppure parlare in un italiano composto. Dipende sempre da chi siete, dal vostro stile, dal vostro lavoro, dal vostro pubblico. Un bravo manager settantenne del ramo bancario che saluta i follower con “bella” resta un bravo manager ma rischia il ridicolo. Sono bandite le stonature tra quello che il brand è e quello che dice di essere. I follower, di solito, hanno un buon orecchio.

Poca interazione – Pagina uno del manuale: i social network sono piattaforme a due direzioni. È una delle (tante) cose che li distingue dal cinema o dalla televisione. Ecco perché gli utenti desiderano un dialogo. E il 15,3% di loro vi abbandonerà senza una risposta.

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