Ecco come l’AI sta cambiando il marketing

L’intelligenza artificiale è già tra di noi e guida le nostre scelte più di quanto pensiamo. Ora, la frase che avete appena letto potrebbe essere interpretata come l’avvento del Grande Fratello. Oppure come una opportunità sia per i brand che per i clienti (reali e potenziali).

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L’intelligenza artificiale si sta sviluppando in modo diverso rispetto a quello prospettato dalla fantascienza. La capacità di elaborazione e auto-apprendimento mettono sul tavolo questioni etiche e di sicurezza. Ma siamo (per ora) lontani da HAL 9000, il computer di bordo di 2001 Odissea nello spazio che si sostituisce al controllo umano. L’intelligenza artificiale oggi è Siri, Cortana, Google Assistant. La osserviamo di continuo quando Amazon suggerisce i prossimi acquisti in base alle nostre scelte precedenti o quando Netflix indica serie tv e film che potrebbero piacerci. In questa direzione stanno andando alcuni grandi marchi, precursori di una tendenza che si annuncia sempre più promettente: l’intelligenza artificiale alla base di una migliore customer experience. Secondo IDC, il settore varrà 31,3 miliardi di dollari entro il 2019.

Quando si parla di maggiore targettizzazione, si pensa spesso solo alla capacità di un marchio (o di una piattaforma) di individuare un obiettivo più preciso e, di conseguenza, più propenso alla spesa. Ma se la guardassimo dall’altro lato? Un marchio che conosce e (soprattutto) prevede le nostre mosse può puntare alla grande ambizione del marketing: una comunicazione singola e personale, tagliata sui nostri gusti. Se i dati sono la stoffa, l’intelligenza artificiale è il sarto che conosce le nostre misure. E, quando necessario, le aggiorna.

Unilever, Toyota e GSK stanno già utilizzando Watson Ads, un sistema cognitivo per il marketing basato sulla tecnologia di Ibm. Ma anche Bmw e Campbell Soup (sì, quella di Andy Warhol) stanno lavorando sull’intelligenza artificiale. Come Klm, puntando sopratutto sulla customer care. In questo settore, l’AI s’interseca con i social network. Pizza Hut, Spotify, Tesco e Airbnb hanno aperto un proprio bot (cioè un software che risponde alle domande degli utenti) su Twitter. Una nuova funzione, da poco resa disponibile dal sito di microblogging, per offrire risposte più rapide ai propri follower.

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