Web e nativi digitali: 3 luoghi comuni smentiti dai dati

“I bambini ci guardano” non è solo un film di Vittorio De Sica. È il mantra che dovrebbero ripetersi agenzie, brand ed editori che pubblicano sul web. Nel Regno Unito, bambini e ragazzi tra i 5 e i 15 anni passano più tempo su internet che non davanti alla tv. Un sorpasso storico. Secondo il report Children and Parents: Media Use and Attitudes di Ofcom, il web occupa 15 ore settimanali. La televisione si ferma a 13 e mezzo.

Smartphone e tablet avvicinano anche i più piccoli: tra i 3 e i 4 anni, il tempo trascorso online è di 8 ore e 18 minuti ogni sette giorni (in media, un’ora e mezza in più rispetto allo scorso anno). Bando però ai luoghi comuni. Il web, come tutte le cose, va usato con cautela e sale in zucca. Ma gli scenari apocalittici, che guardano ai nativi digitali come ad automi ipnotizzati da internet, sono smentiti dai dati. Anzi: i teenager sembrano più consapevoli dei propri genitori su rischi e funzionamento del mezzo.

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Internet non ruba tempo all’offline – Il tempo, più che all’offline, è tolto alla televisione, che si ridimensiona rispetto alle 16 ore alla settimana del 2015. La nuova televisione, per i più giovani, si chiama YouTube: tre utenti su quattro tra i 5 e i 15 anni guardano la piattaforma. E più di uno su tre lo fa tra i 3 e i 4 anni. Non significa certo la morte della tv: guardata ancora da 9 under 15 su 10, resta il centro del focolare domestico: tra le 18 e le 21 è ancora il mezzo di comunicazione preferito per una visione familiare.

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Giovani e consapevoli – Nella nuova tv, cresce il potere degli youtuber: il 57% dei 12-15enni riconosce di essere influenzato dalle parole dei blogger. 20.15 è l’orario in cui si raggiunge il picco dell’engagement. 18.30 per chi ha tra i 6 e gli 11 anni. Allo stesso tempo, però, i giovani utenti sono consapevoli dei meccanismi pubblicitari: più della metà di loro  sa che la navigazione è tracciata e accompagnata da pubblicità personalizzate.

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I libri non sono morti – Anche se gli occhi sono puntati più spesso sui dispositivi digitali, non tramonta l’abitudine di leggere prima di dormire. Niente ragazzini con gli occhi pallati sugli smartphone fino a mezzanotte. La scansione quotidiana non è poi così diversa rispetto a qualche anno fa, con un picco di lettura tra le 18 e le 21, spesso dopo aver guardato la tv assieme alla famiglia. Il 62% dei bambini inglesi tra i 6 e gli 11 anni legge. Un dato non scontato, soprattutto perché supera la visione di clip video (47%) e la frequentazione di app di messaggistica (10%)

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