La top 5 di Life in a Byte nel 2016

Quali sono stati i post di Life in a Byte più cliccati del 2016? Non abbiamo scelto nulla: abbiamo solo guardato i numeri per riproporre gli argomenti cui i lettori di questo blog hanno riservato più interesse. Ecco la top 5 dell’anno.

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1 – Utilizzo delle immagini in rete: copyright e diritti – Molto spesso ci chiediamo quali siano le condizioni sull’utilizzo delle immagini in Rete: a questo proposito riportiamo un estratto dell’intervista a Edoardo Tedeschi, Partner e Head of digital business Italia dello studio legale Osborne Clarke.

2 – Quanto costa un sito internet? Dieci consigli per non sbagliare – “Quanto mi costa realizzare un sito internet?”. È questa la domanda che chi lavora in una web agency si sente rivolgere spesso. Una domanda che nasconde una ingenuità di fondo, perché chiedere quanto costa realizzare una app o un sito è come chiedere quanto costa un vestito. La risposta non può essere che ‘dipende’.

3- iBeacon: che cos’è e come funziona – Che cosa è iBeacon? È la tecnologia sviluppata da Apple che usa Bluetooth wireless a bassa energia (BLE) per fornire informazioni e servizi localizzati per iPhone ed altri dispositivi iOS in modo del tutto innovativo.

4 – Cookie Law, tutto quello che c’è da sapere – Dal 3 giugno 2015 ogni sito internet che fa uso di cookies dovrà pubblicare una Informativa sulla privacy spiegando agli utenti quali dati vengono raccolti e per quale scopo. “Un obbligo che ha il pregio di accendere i riflettori sul tema della privacy”, spiega Massimo Tavella, avvocato milanese esperto di tutela dei dati personali. “Ci sono obblighi stringenti e sanzioni che vanno fino a 120.000 euro”

5 – Il sentiment si misura con le faccine: emoji nuova opportunità per i brand – Avete presente le emoji? Le faccine sono sempre più diffuse e hanno, prima di tutto, un ruolo: rendere più forte o meno fraintendibile un messaggio. Insomma: ci mettono un pizzico di emozione in più. Ecco perché riconoscere e tracciare le emoji può essere prezioso per i bran: le facce individuano, forse meglio delle parole, il sentiment di un messaggio. Dati preziosi per i marchi e per la agenzie che ascoltano la rete.

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