SEO sempre più locale. Ecco come farsi trovare

La SEO deve rispondere a due esigenze: farsi trovare ovunque e farsi trovare in un luogo preciso. Due obiettivi in contraddizione? No. Internet è un ambiente globale, nel quale l’ottimizzazione SEO consente di superare il perimetro della propria cerchia fisica e relazionale. Con il mobile, però, è tornato ad avere grande peso la localizzazione: si cercano articoli, negozi e servizi attorno a noi, facili da raggiungere. Come se la passano, da questo punto di vista, le aziende italiane? Male, a giudicare da Local SEO per le catene italiane report di Instilla. I punti vendita che tengono il passo sono una esigua minoranza. Ecco perché sbagliano.

locale-seo

Local SEO: perché è importante

La corsa del Local SEO è un effetto collaterale del mobile. Sembra banale dirlo ma non lo è: con lo smartphone navighiamo mentre camminiamo. Secondo dati del 2015, in Italia si sono compiute 1,5 miliardi di ricerche. Per la metà da mobile. Se questa è la base di partenza, ecco tre cifre che che sottolineano l’importanza del Local SEO:

1 – L’86% degli utenti che effettua ricerche da smartphone e tablet ha l’obiettivo di trovare prodotti nella propria zona;
2- Il 62% degli utenti che effettua ricerche locali afferma che le informazioni ottenute tramite influiscono notevolmente sulla scelta del prodotto o servizio acquistato;
3- Le ricerche contenenti la chiave “vicino a me” sono raddoppiate nel corso degli ultimi anni.

C’è quindi un ritorno al quartiere (o comunque alla città). E se fino a pochi anni fa lo scenario più plausibile per l’e-commerce era una smaterializzazione del processo d’acquisto, oggi le cose sono cambiate: si va piuttosto verso un ibrido, nel quale digitale e punto vendita fisico fanno parte della stessa rete. La parola d’ordine è diventata convergenza: Amazon fonda supermercati e le botteghe aprono canali digitali.

Come farsi trovare su Google

Adesso che forse è più chiaro perché anche il fruttivendolo dovrebbe rendersi visibile online, facciamo un passo avanti. Come faccio a farmi trovare da Google? Serve innanzitutto chiedere una scheda Google MyBusiness, che raccoglie le informazioni e le immette nell’archivio del motore di ricerca (e delle sue mappe). Non basta quindi avere un sito fatto come si deve: serve un’azione. Che in pochi fanno. Secondo il report di Instilla, solo il 21,4% dei punti vendita delle grandi catene italiane. E solo il l’11,9% ha schede ottimizzate Local SEO.

Google MyBusiness non basta. Tutte le catene italiane analizzate hanno uno store locator. Ma solo il 57% ha pagine con valenza locale. E ancora meno (il 46%) ha pagine ottimizzate con url, title, e meta description che puntano su un territorio.

Se questi sono i risultati delle grandi catene, ci sono almeno due considerazioni da fare. Primo: di solito le strutture articolate sono più avanti dei negozietti. Vuol dire che, con tutta probabilità, le botteghe hanno percentuali ancora più basse. Secondo: se la ricerca torna a essere locale, tutti (anche i più piccoli) possono ritagliarsi il proprio spazio senza spendere una fortuna.

Commenta l'articolo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...