Content, big data, non solo ICT: le tendenze del 2017

Quali sono i trend del 2017? Qualche indicazione è arrivata durante l’evento Digital 4 Trade. Paolo Catti, associate partner di Partners4Innovation, ha suggerito tre tendenze (qui liberamente reinterpretate). Sono già in corso, ma non danno cenni di cedimento. Ecco perché andranno avanti senza rallentare anche nell’anno in corso. Al più, potranno accelerare.

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1) L’ICT non è solo ICT – Il 2016 ha già fatto avvertire con vigore una tendenza che dovrebbe ulteriormente consolidarsi: le aziende tecnologiche non acquisiscono solo “pesci più piccoli” dello stesso settore ma guardano oltre, per ampliare il proprio perimetro. Servono competenze sempre più variegate. Le aziende non sono blocchi ma un insieme armonico di tasselli, che verranno poi composti, abbinati e plasmati a seconda del proprio business.

Ecco perché società un tempo lontane, come ad esempio Accenture e IBM, frequentano lo stesso terreno di caccia, per scoprire talenti e inglobare società piccole ma innovative. La società di consulenza ha acquisito un’agenzia creativa come Karmarama. E anche IBM ha fatto shopping tra marketing e creatività, con Aperto e Resource/Ammirati.

2) Content e big data – Secondo una ricerca di Smart Insights, le attività di marketing che progrediranno di più saranno due: content e big data. Due settori che, da soli, raccolgono oltre il 40% dei consensi. Piccola nota: non significa che sono I più importanti nel mix della propria strategia: sono quelli che cresceranno di più. Per quanto riguarda il content marketing, sembra che le aziende stiano acquisendo un nuovo approcccio, più strategico e meno estemporaneo. Tradotto: non si tratta di una fiammata né di una moda ma di una tendenza solida. I big data sono ovunque. E, anche da questo punto di vista, si assisterà a una maturazione. Il punto chiave è uno: la forza dei dati non sta nella loro mole ma nella capacità di trasformarli in informazioni utili.

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3) End to End – Questo terzo punto segue quello precedente. E ne è allo stesso tempo un’estensione. Serve un’integrazione verticale, con il cliente al centro. Ogni frammento deve essere composto all’interno di un disegno organico. Ogni azienda tecnologica è un mosaico e non un vaso rotto. I grandi gruppi lo hanno già capito, inseguendo il mito del “tutto in casa”. Anche Google, nato motore di ricerca, ha deciso di puntare sull’hardware. Perché è il contenitore capace di valorizzare il software. Significa che anche le agenzie creative dovranno costruire dispositivi? No, certo. Vuol dire però rendere il proprio business più complesso, in modo da avere tutti gli strumenti di cui ogni cliente ha bisogno.

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