Snapchat vs Facebook: è iniziata la guerra dei social “a scomparsa”

Prima o meglio? Non è mai semplice rispondere a questa domanda. E forse una risposta che vada bene per tutti i settori e per tutti i prodotti neppure c’è. Restringiamo allora il campo a una singola funzione: i contenuti evanescenti dei social network.

snapchat

Il primo a lanciare le Stories è stato, come noto, Snapchat. Brevi video, con o senza filtri, che spariscono in poche ore. L’app fondata da Evan Spiegel ha creato un format. E la paternità non è in discussione. Mark Zuckerberg, che spesso ci vede lungo e ci azzecca, aveva intuito le potenzialità di Snapchat. E aveva deciso di applicare la sua tattica preferita: aprire il portafogli e acquisire un concorrente (allora, come oggi, infinitamente più piccolo) per neutralizzarlo. Per la serie: meglio comprarli da piccoli. Mr Facebook si presenta da Spiegel con 3 miliardi in contanti. Non male per un’app nata poco più di un anno prima. La risposta però è un “no”. Il futuro gli ha dato ragione: il primo marzo, quando Snap (la società che controlla l’app) andrà in borsa, Spiegel intascherà più di 4 miliardi (solo per la propria quota) e la valutazione di Snapchat potrebbe arrivare a 22,5 miliardi.

Forse perché non abituato ai “no”. O forse perché quell’idea dei contenuti evanescenti continua a piacergli. Fatto sta che Zuckerberg non ha dimenticato le Stories. Le ha prese, fotocopiate e portate su Instagram. E poi su Facebook. E adesso anche su WhatsApp. I risultati sono eccellenti per lui e non proprio esaltanti per Spiegel.

Da quando le Stories sono arrivate su Instagram, il progresso degli utenti di Snapchat ha rallentato. Nell’ultimo trimestre del 2016, l’app ha guadagnato “solo” 5 milioni di utenti. L’aumento anno su anno (per la prima volta nella storia dell’app) si è fermato sotto il 50%.

Una brutta notizia per due ragioni. Primo: con 158 milioni di utenti, Snapchat deve continuare a galoppare. Come insegna Twitter, l’opzione di correre in difesa per valorizzare solo la platea attuale non è percorribile. Secondo: Instagram (600 milioni) e Facebook (1,2 miliardi di utenti attivi ogni mese) hanno già la platea che Snapchat deve ancora costruire. In attesa di valutare le Stories su Facebook, troppo recenti, si può già dire qualcosa su quelle di Instagram. Hanno un sistema di navigazione che rende il contatto tra marchi e utenti più agevole. E poi non vive di Stories, che rappresentano un’aggiunta piuttosto che la base. Un modo per ingaggiare e far rimanere i follower anche quando il contenuto si dissolve. La reach è, quindi, spesso maggiore su Instagram. Ma, secondo BusinessInsider, la retention (cioè il tempo di permanenza) è ancora maggiore su Snapchat. Basterà? O, per tornare alla domanda di partenza: quanto sarà importante essere arrivati per primi?

Commenta l'articolo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...