L’arte è virtuale: uno sguardo a Google Future Viewing

Una mostra senza quadri e senza sculture. Nulla appeso alle pareti, con i cardboard al posto delle tele. Eppure alzi la mano chi è convinto che la mostra Future Viewing di Google non sia stata arte. Tra gli oltre 3.500 visitatori che si sono messi in fila a Milano, tra il 3 e il 5 marzo, c’eravamo anche noi.

google view

Future Viewing è stato un percorso tra arti visive e cybersicurezza. Questo il tema attraverso il quale 10 artisti emergenti (selezionati tra oltre 500) sono stati chiamati a raffigurare la propria visione dell’argomento. Tutto attraverso Tilt Brush, l’applicazione di Big G (lanciata circa un anno fa) che consente di disegnare nello spazio in tre dimensioni con pochi elementi: la propria immaginazione, i gesti delle proprie mani, un controller e un visore (Oculus Rift e HTC Vive).

Sarà stata la curiosità, la location (a due passi da Piazza Gae Aulenti) o l’ingresso libero, fatto sta che i numeri raccontano già il successo dell’iniziativa. Non sempre la quantità è un pregio. Ma in questo caso sì, perché lo scorpo di Future Viewing era proprio avvicinare chi di solito non si occupa di realtà virtuale. L’evento ha avuto un taglio divulgativo. Ed è stato un bene. Perché le occasioni di contatto con tecnologie che rivoluzioneranno la nostra vita nel giro di pochi anni non sono mai troppe.

Le creazioni di Paola Rollo (autrice dell’opera che potete osservare qui sopra), Alessandra Bonetta, Pako Angerame, Alessandro Strickner, Lorenzo Franciosi, Isabella Borsellini, Gianluca Gimini, Andreana Boatta, Marino Capitianio non si osservano: si esplorano. Dando una concretezza inedita a ciò che è virtuale. Fino a un passaggio deciviso: dall’osservazione alla sperimentazione. Con un po’ di pazienza, i visitatori disposti a fare una seconda fila (dopo quella all’ingresso) hanno potuto testare Tilt Brush in prima persona. Per maneggiare l’applicazione in modo decente, non bastano pochi secondi di prova. E, di conseguenza, i risultati sono piuttosto magri. Si resta un po’ disorientati, anche se si percepiscono le potenzialità di disegnare in 3D, muovendosi nello spazio che si sta creando. Per il resto, meglio guardare cosa riesce a fare chi con Tilt Brush ci sa fare.

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