I numeri e il futuro di Facebook Live a un anno dal lancio

Buon compleanno Facebook Live. La funzione del social network che permette a chiunque di trasmettere in diretta spegne la sua prima candelina. Con quali risultati? Come al solito, Facebook è piuttosto abbottonato sulle cifre dei suoi prodotti. Ma questa volta i numeri sono talmente positivi da valere un post. Nessun comunicato ufficiale, nessuna parola da Mark Zuckerberg: il gruppo ha affidato la buona novella a Fidji Simo, capo dello sviluppo video di Facebook.

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I numeri di Facebook Live

Nel giro di un anno, i video pubblicati si sono quadruplicati. Ma è un altro il dato più importante: un filmato su cinque postato in bacheca è Live. Non c’è che dire: ancora una volta Facebook ha fatto centro, assecondando un trend che già si intravedeva promettente. Ancora una volta, Mark Zuckerberg non ha inventato una funzione ma l’ha perfezionata. Il pregio degli aggiornamento voluti da Menlo Park (a partire da Facebook Live e Instagram Stories) non è farlo prima ma farlo meglio.

La prima piattaforma che ha tentato di coniugare video in diretta e social è stata Meerkat, nel 2015: è fallita dopo la nascita di Periscope, su cui ha puntato Twitter. Che però non ha mai sfondato, soprattutto a causa di un ritardo: il sito di microblogging ha temporeggiato su una vera integrazione. Facebook invece non ha usato Live come un’appendice ma come un servizio organico al social network. Prendendosi anche dei rischi (non ancora risolti) legati alla pubblicazione di contenuti violenti.

Il futuro delle dirette social

Con quali prospettive? Per usare le parole di Fidji Simo, Facebook è “ancora all’inizio del suo viaggio”. I numeri raccontano l’apprezzamento degli utenti. Ma l’utilizzo di Live oltre lo scopo ricreativo è ancora tutto da definire (e da monetizzare). Vale per le aziende, che potrebbero utilizzare le dirette. Vale per gli editori, che potrebbero avere un nuovo canale di distribuzione e, allo stesso tempo, di guadagno (se, ad esempio, i live fossero preceduti dalla pubblicità). E poi c’è la trasmissione dei grandi eventi. Facebook Live ha le potenzialità per diventare un grande broadcaster alternativo a quelli tradizionali. Come già accaduto con i diritti dell’Nhl (acquistati da Twitter e poi passati ad Amazon), social network e piattaforme online stanno già guardando al business miliardario dei diritti (che una volta si dicevano) televisivi.

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