Apple, le novità del WWDC 2017 che riguardano il marketing

La WWDC di Apple ha portato la solita infornata di novità. Anzi, in questa edizione 2017 ne ha portate anche di più. Un iPad Pro da 10,5 pollici, tre nuovi iMac, un iMac Pro da 5 mila dollari (!). E poi gli aggiornamenti dei sistemi operativi per desktop, mobile e wearable. In mezzo, ci sono anche novità che interessano molto da vicino editori e inserzionisti. Vediamo quali.

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HomePod: voice (sempre più) first

Non si poteva che partire da qui, dal dispositivo che segna l’ingresso di Apple nel mercato degli speaker intelligenti. Tim Cook ha tenuto l’articolo più atteso per la fine della conferenza. La Mela non lo dice (preferendo, sin dal nome, sottolineare le sue doti musicali) ma di fatto è un concorrente di Amazon Echo e Google Home. È una sorta di cassa che adatta il suono al luogo in cui si trova. Pesca da Apple Pay (ma non da Spotify) ed è in grado di dialogare con gli oggetti smart della casa (anche se deve dotarsi ancora di un proprio ecosistema che Echo ha già). All’interno di HomePod c’è Siri. Che presto amplierà ben oltre la musica le sue funzionalità. Con l’arrivo di Apple, il settore degli assistenti digitali riceve un’ulteriore spinta. Velocizzando il percorso del marketing verso un assetto “voice first” capace di rivoluzionare gli attuali formati pubblicitari, le ricerche online e i meccanismi di fruizione dei contenuti.

Safari blocca l’autoplay

Programma di Apple per i prossimi anni: sfruttare il presidio del mercato dei browser per gestire quello dell’advertising. Tra dispositivi e sistemi operativi, c’è il rischio di perdersi una delle informazioni più importanti per inserzionisti ed editori: la prossima versione di Safari (il browser del gruppo) bloccherà i video in autoplay. Niente filmati (e fastidioso sonoro annesso) sparati senza la volontà degli utenti. Con un guadagno in termini di navigabilità e velocità ma una perdita (con tutta probabilità) in termini di impression. Non solo: Safari, grazie al machine learning, introduce la funzione “intelligent tracking prevention”. Blocca il trasferimento di dati generati durante la navigazione. Cliccate su un paio di scarpe su Amazon e vi spunta fuori un banner su Facebook con lo stesso prodotto? Non dovrebbe più accadere.

Le novità di iOS 11

Il sistema operativo è, in un certo senso, la sintesi delle direzioni che Apple sta intraprendendo. Dal punto di vista grafico non sembra rivoluzionario, ma è ancora più semplice grazie al restyling del Dock. Lavorare con più schede e app aperte sarà più semplice, soprattutto nella versione per tablet. Insomma, si tenta di facilitare esperienze di lavoro più complesse anche su mobile. Anche se non siamo certo al punto di sostituzione integrale del desktop. Altra novità: Apple Pay viene integrato in iMessage. Si potrà spedire denaro via sms. Al di là dei volumi contenuti di servizi di questo tipo, la diffusione degli e-payment potrebbe avere effetti collaterali di medio periodo sul mercato dei contenuti: aprono infatti a micro-transazioni online per acquisto di singoli prodotti (per intenderci: un articolo e non un intero giornale).

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