Storytelling digitale, 3 elementi chiave per il successo

Il Lundquist CSR Online Awards non è solo una classifica che premia le aziende che meglio hanno saputo valorizzare la sostenibilità attraverso il digitale. L’edizione 2016-2017 suggerisce anche “tre elementi chiave per uno storytelling di successo”. Il focus è rivolto al tema della sostenibilità, ma i consigli di Lundquist torneranno utili per qualsiasi narrazione digitale.

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Cosa serve, allora, per uno storytelling (digitale) della sostenibilità? Prima di tutto tre elementi, che il report chiama materialità, integrazione e comunicazione visuale. In breve: serve “un approccio sistematico, continuo nel tempo e che metta insieme la sostanza (temi materiali) con una presentazione aziendale coerente e un utilizzo accurato dei “tool” della comunicazione digitale”. Vediamo adesso di aggiungere qualche elemento in più.

Materialità: storie legate ai temi più rilevanti

Le storie non sono un contorno. Funzionano se trattano temi centrali per il business e la sua sostenibilità. Se riescono ad andare oltre “dati e parole formali”. La forza dello storytelling sta soprattutto nella capacità di “trasmettere ciò che conta in modo emozionale, attraverso l’esperienza vissuta”. Bando quindi ai formalismi e argomenti generici. Largo alle storie e al racconto del proprio vissuto. A patto che non sia una divagazione. Lundquist la definisce “materialità”. Si potrebbe chiamare rilevanza: per chi racconta (l’azienda) e per chi legge e ascolta.

Integrazione: le storie nell’ecosistema digitale

Il racconto non può essere un corpo estraneo alla comunicazione dell’azienda. Grazie alla sua natura (dinamica, coinvolgente, multiforme, fatta di video, testi, immagini, infografiche) “ha la potenzialità di essere presentato e distribuito in diversi punti dell’ecosistema aziendale: dal sito corporate all’intranet fino ai social media”. Non serve a nulla costruire un storytelling tecnicamente corretto se non si è capaci di comunicarlo attraverso i canali disponibili. È questa – scrive Lundquist – “la vera sfida”: lo storytelling deve essere “integrato”, cioè coerente con lo stile e la filosofia dell’azienda.

Comunicazione visuale: raccontare con gli occhi

I contenuti visuali facilitano la memorizzazione, rendono le affermazioni più convincenti, consentono di elaborare meglio le informazioni e hanno un impatto emotivo maggiore. È difficile trasformare in contenuto visuale una produzione aziendale (di dati, tabelle e cifre) che spesso visuale non è. Ma si tratta di una necessità, come conferma anche il Lundquist: “Le aziende che investono in immagini, video e infografiche hanno un’arma in più, soprattutto perché questi contenuti permettono di generare engagement sui social media”.

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