Come sfruttare i video adv su Twitter (secondo Twitter)

Chi meglio di Twitter può sapere quali sono i video che funzionano su Twitter. La piattaforma di microblogging ha diffuso cinque dritte per massimizzare il successo di una campagna. Sono il frutto dell’osservazione degli utenti tra i 18 e i 54 anni in tutti i mercati nei quali opera la società.

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Individua la categoria giusta per il tuo brand

Banale ma fondamentale: gli annunci devono comparire in clip e streaming strettamente legati al proprio marchio. Il legame tra contenuto e pubblicità non è certo una novità. Ma online, dove il pubblico è più frammentato, acquisice ulteriore importanza. Twitter fa un esempio semplice: il vostro prodotto è uno sport drink? Performerà al meglio durante una partita (+5% in termini di rilevanza e +15% in termini di propensione all’acquisto).

Crea video brevi

La fruizione, sempre più mobile, impone brevità. Il tempo ideale per un annuncio che colpisca l’utente senza infastidirlo è di sei secondi. Il risultato è paradossale solo in apparenza: la capacità di riconoscere un brand sale del 6% in un video di sei secondi rispetto a uno di 15. Breve ma intenso.

Segnala il brand nei primi frame

I video sui social (e in questo caso su Twitter) sono un formato a sé. Alcuni “codici” tipici di formati televisivi (come la possibilità di svelare la marca alla fine per sorprendere lo spettatore) non sono consigliabili online (e su mobile). Brevità, fruizione fugace, dimensione del display sono elementi che spingono Twitter a consigliare di “identificare chiaramente il brand nei primi frame del video”.

Comunica con gli occhi

Il video advertising su Twitter interrompe uno streaming, nel quale l’audio occupa spesso un ruolo secondario. Ecco perché, prima di tutto, va comunicato “in modo visuale”. “Serve creatività – scrive Twitter – per creare curiosità e interesse”. E per “catturare l’attenzione degli utenti” nonostante l’assenza di musica e parole.

Crea messaggi ottimizzati

La combinazione di queste buone pratiche rende il messaggio più rilevante (in media) del 12%. Serve quindi creare un formato ad hoc, che non sia condiviso con altre piattaforme o (peggio) con altri mezzi. Occorre pensarlo e ottimizzarlo per Twitter.

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