Così i bot aumentano le vendite: tre esempi

L’obiettivo ultimo delle nuove tecnologie adottate dalle imprese – in ultima analisi – è migliorare le proprie performance. La considerazione è banale ma, tra tecno-critici e tecno-entusiasti, spesso si dimentica. Così è per i social network. E così è per i bot. Questa tecnologia (e soprattutto la sua adozione su vasta scala) è ancora recente. Ci sono però già alcuni esempi virtuosi che fanno sperare nell’esistenza di un legame diretto tra adozione dei chatbot e un aumento delle vendite.

bot

Di casi cui ispirarsi ce ne saranno molto. Ma per ora ci limitiamo a indicare quelli citati da chi di bot ne sa parecchio: David Marcus, il responsabile di Messenger. Durante l’ultima F8, la conferenza di Facebook dedicata agli sviluppatori, ha coinvolto i responsabili di alcune aziende e svelato l’impatto economico dei bot sulla loro strategia. Ecco quali sono.

Sephora ha riportato un incremento dell’11% nel servizio che consente ai clienti di fissare una sessione di trucco in negozio. Attraverso i bot, gli utenti possono, in pochi minuti, scegliere città, punto vendita, data e ora dell’appuntamento. Il servizio consente di attirare in negozio clienti con una buona capacità di spesa: chi prenota via Messenger spende in media 50 dollari.

SnapTravel è un servizio che potremmo definire “nativo”. Perché consente di prenotare hotel tramite Messenger. In meno di un anno ha transato circa un milione di dollari. A differenza di servizi simili su altre piattaforme, non obbliga a scaricare un’app. Basta inserire in chat i dati del proprio viaggio (data, destinazione, budget) e il bot risponderà con le opzioni che meglio soddisfano le esigenze dell’utente, dando priorità alle soluzioni con un rating migliore.

Tommy Hilfiger ha creato un bot che ha guidato gli utenti alla scoperta delle novità della settimana della moda di New York. Dalle passerelle direttamente su Messenger. Gli utenti hanno scambiato con il bot 60 mila messaggi e speso sulla chat il triplo del tempo rispetto a qualsiasi altra piattaforma digitale. Quasi sempre (nell’87% dei casi) sono tornati a usare il servizio almeno una seconda volta.

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