Realtà aumentata e mobile: adesso si fa sul serio

Si comincia. Se n’è parlato e se ne parla molto, ma in queste settimane stanno arrivando gli smartphone che, per la prima volta al di là del marketing, sono in grado di spingere davvero la realtà aumentata. E a trasformarla da tecnologia buona per filtri social e Pokemon a strumento per applicazioni più complesse.

Augmented-reality

Apple e l’ARKit

Partiamo da iPhone 8 e iPhone X. L’attenzione si è concentrata sulle variazioni estetiche, minime nel primo e consistenti nel secondo, caratterizzato da un display edge to edge. Ma, come spesso accade, la novità più importante è sotto la scossa. Apple ha infatti integrato il nuovo cip, l’A11 Bionic e la prima Gpu sviluppata interamente a Cupertino. Entrambi gli smartphone hanno questo stesso “motore”, capace (secondo Apple e secondo i primi riscontri) di una velocità di elaborazione mai vista prima. Per farci cosa? Sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata. Non a caso, sia nel keynote di giugno che in quello di settembre, la Mela ha sottolineato l’importanza di ARkit, il kit di sviluppo destinato proprio alla creazione di nuove applicazione per la realtà aumentata. Gli sviluppatori potranno sbizzarrirsi, grazie agli strumenti offerti loro da Apple e con minori briglie legate alla capacità di elaborazione.

Una nuova generazione di app

È come creare ex-novo una nuova generazione di app. Per capire il potenziale impatto, basta guardare ad alcune delle applicazioni nate nello spazio di un’estate. Plnar consente di misurare spazi e distanze senza metro ma con lo smartphone. Atlante di anatomia umana 2018 consente di esplorare organi, scheletro e muscoli con un impatto più realistico. Night Sky è un planetario a portata di iPhone. Paint Space AR consente di disegnare in tempo reale sulle immagini catturate dalla fotocamere. Senza contare tantissimi giochi mobile. Ed è solo l’inizio. Anche perché il mercato della realtà aumentata progredisce in modo molto più rapido rispetto a quello degli smartphone. E, si sa, la concorrenza spinge lo sviluppo.

La scommessa di Huawei

Lo conferma anche un altro episodio: Huawei si è presentato all’Ifa di Berlino non per presentare un nuovo smartphone (il Mate 10 arriverà a ottobre) ma per svelare un processore, il Kirin 970. Un evento per un processore? Inconsueto, ma comprensibile in ottica realtà aumentata e intelligenza artificiale. Il Kirin 970 è dotato di un Npu, cioè di una “unità di calcolo neurale” che promette di moltiplicare la capacità e la velocità di elaborare informazioni e immagini.

La risposta di Android

Anche Google ha lanciato un suo kit di sviluppo per la realtà virtuale. Si chiama ARCore e rappresenta per Android quello che ARKit rappresenta per iOS. È compatibile e riceverò il sostegno di Samsung e Big G (quindi degli utenti di Galaxy, Note e Pixel). ARCore sarà meno pubblicizzata rispetto all’AEKit ma è bene ricordare che più dell’80% degli smartphone monta Android. E, di conseguenza, dal robottino verde deve passare per forza il percorso che renderà popolare la realtà aumentata.

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