I cartelloni pubblicitari che portano il retargeting offline

Ormai non ci facciamo quasi più caso. Compriamo online un paio di scarpe o prenotiamo un viaggio e, poco dopo, la nostra navigazione si popola di banner su calzature e biglietti aerei. Nulla di nuovo. Ma c’è una società che vuole fare la stessa cosa con i cartelloni pubblicitari, quelli che incontriamo viaggiando in autostrada. Dimmi che auto guidi e ti dirò cosa comprare.

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Il team di Synaps Labs, questo il nome della startup, sviluppa cartelloni digitali collegati a videocamere e sensori. E cambia il messaggio in base alle auto che passano in quel momento. Merito dell’intelligenza artificiale, che riconosce le vetture e le associa uno specifico annuncio.

Sembra preveggenza, è evoluzione tecnologica: i sensori sono posti a circa 180 metri dal cartellone. In questo modo, il sistema ha il tempo di adattarsi e di offrire agli automobilisti lo spot loro dedicato proprio quando ci passano accanto. Non a caso Synaps Labs dice di aver creato “cartelloni con occhi e cervello”.

Ma come fa un messaggio ad adattarsi a un’auto? In realtà le vetture che guidiamo dicono di noi molto: una ricerca dell’università di Stanford ha osservato le macchine parcheggiate immortalate da Google Street View. E partendo da modelli e anno di produzione, è riuscita a stimare (con ottima accuratezza) il reddito medio e il livello di educazione del quartiere e se i residente votavano democratico o repubblicano.

Online come offline, ci sono dei limiti. Riprendere su strada chiunque senza il proprio consenso è possibile ma obbliga a fissare alcuni paletti: Synaps non può vendere i dati ottenuti sui singoli automobilisti, anche se punta a utilizzare i dati aggregati per sviluppare analisi su traffico ed emissioni (che potrebbero aiutare a diminuire entrambi). I dati, i dati saranno tutti crittografati e dovranno essere cancellati entro un determinato lasso di tempo (che cambia da nazione a nazione). Saranno come cookie. Ma offline.

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