Il supermercato del futuro in 4 startup

È stata una delle cose più interessanti di Smau, la manifestazione su tecnologia e innovazione che si è tenuta a Milano dal 24 al 26 ottobre: un nuovo modo di comprare, un assaggio di quello che potrà essere (presto) il negozio del futuro, tra scaffali intelligenti e sistemi di pagamento digitali. Ad accompagnare i visitatori sono state quattro startup, ognuna incaricata di coprire “un pezzetto” nel percorso d’acquisto.

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I primi passi sono stati guidati da Disignum, un hub digitale che proietta gli utenti in un punto vendita fisico, attraverso un tour virtuale e una piattaforma di Crm che sfuma la distinzione tra esperienza fisica e digitale.

Le vetrine del futuro saranno intelligenti, in grado di esaminare i flussi e il comportamento degli utenti. Quante persone passano, quante si fermano a dare un’occhiata, per quanto tempo? È quello che fa Xensify, una startup che supporta i punti vendita fisici con tutte le potenzialità del big data analytics.

Non si può immaginare una nuova esperienza di acquisto senza nuovi metodi di pagamento. È il fintech (cioè il connubio tra tecnologia e finanza) applicato al settore retail. Nel negozio sperimentale di Smau, questa fase è stata affidata a Satispay, una delle startup italiane di maggior successo (a settembre ha incassato un round da 18 milioni di euro). Satispay ha costruito un network che consente di pagare con un’app senza possedere una carta di credito. Obiettivo: ridurre i costi di commissione per promuovere transazioni di importo limitato.

Il punto vendita però non è fatto solo di scaffali, casse e vetrine. Dietro le quinte c’è la gestione del magazzino. Ci pensa Scloby, una soluzione che permette di monitorare le giacenze da un dispositivo mobile, con notifiche legate all’esigenza di rinnovare le scorte.

Il percorso visto durante Smau è solo una simulazione, un assemblaggio di soluzioni diverse. E rende solo in minima parte la trasformazione in corso nel settore retail. La robotica può sostituire alcune funzioni umane (ad esempio alla cassa o in magazzino); l’intelligenza artificiale può aiutare a ottimizzare la gestione del punto vendita; le soluzioni fintech contribuiranno a pagare in modo sempre più immediato. E poi ci sono i negozi “tutto incluso”, che già stanno testando questa ondata di innovazione in un solo punto vendita. Cosa vuol dire “tutto incluso”? Vuol dire che non c’è un semplice assemblaggio di tecnologie ma la creazione di un circuito integrato, nel quale la parte non può esistere senza il tutto. È il caso, ad esempio, di Amazon Go: un supermercato senza casse, nel quale i clienti (registrati e legati a un portafoglio elettronico) entrano, prendono cioè che serve loro dagli scaffali ed escono. A monitorare le spese è l’intelligenza artificiale, capace di tracciare i prodotti che escono dal negozio e di dialogare con il magazzino per prenotare nuova merce. La soluzione è complessa, tanto che anche un gigante come Amazon sta incontrando alcune difficoltà. Ma questa è la strada.

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