Banche, il vero avversario non è il fintech ma Amazon

Chi guarda alle startup fintech come alle avversarie delle banche sbaglia. Gli istituti non devono guardarsi dalle innovazioni tecnologiche (che, anzi, sono il solo modo per reggere) ma da Amazon e Alibaba. Ad affermare questa tesi è il report di McKinsey.

fintech

Il fintech alleato della banche

Le società fintech non sono le anti-banche perché portano sì novità enormi, ma restano nel perimetro dei servizi finanziari. McKinsey, che monitora 1000 giovani società che fondono tecnologia e finanza, ha certificato che uno dei comparti con la crescita più ripida è costituito dalle soluzioni di pagamento. Che spesso, sottolinea il report, non contrastano ma si integrano con le piattaforma bancarie. Lo confermano, in obbedienza al vecchio adagio di seguire il denaro per capire come stanno le cose, gli investimenti e le acquisizioni. Spesso nei grandi round che consentono alle startup di crescere ci sono proprio le banche. Che entrano nel capitale per almeno due motivi: investire per avere un ritorno che migliori i propri bilanci e (soprattutto) avere una posizione privilegiata. Anche se (salvo acquisizioni) non c’è un rapporto di esclusiva tra banca e startup partecipata, è chiaro che essere un azionista garantisce una sorta di primazia sull’innovazione prodotta. Senza dimenticare i progetti di open innovation, con i quali gli istituti affiancano allo sviluppo per linee interne la collaborazione con le startup. È una questione di sopravvivenza: le banche – sottolinea il report – rischiano di perdere, entro il 2025, il 40% del fatturato. E l’unico modo per arginare l’emorragia è proprio il digitale.

Perché gli avversari sono Amazon e Alibaba

In tutto questo, cosa c’entrano i giganti dell’e-commerce Amazon e Alibaba? C’entrano, per il semplice motivo che sono molto più di e-commerce. McKinsey le definisce “le società piattaforma”. E sono un problema per le banche perché, a differenza delle startup fintech (che innovano all’interno di un settore, modificandolo), rompono le distinzioni tra settori. “Stanno abbattendo le barriere e – si legge nello studio – stano cercando di essere qualsiasi cosa per qualsiasi persona“. Quindi anche la loro banca. Amazon ha già una sua divisione dedicata ai piccoli prestiti, aperta ai rivenditori che vedono online. E poi ha un proprio servizio di pagamento, Amazon Pay.  L’idea di fondo è gestire l’intera filiera, escludendo il mondo finanziario: Jeff Bezos, oltre a vendere, sta sviluppando propri servizi di consegna, vuole affrancarsi dai corriere (sta costruendo un proprio aeroporto), sovvenziona i rivenditori e permette agli utenti di pagare. E così sta facendo anche Alibaba in Cina. O anche Facebook, con pagamenti via chat. Una sola “società piattaforma” che sfugge alle distinzioni di settore. Ecco cosa dovrebbero temere le banche.

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