Il fintech è un affare, soprattutto per le Pmi. Ecco perché

Quando si parla di servizi finanziari, si pensa spesso a banche e gruppi dal fatturato colossale. Quando si parla di fintech, sembra di descrivere un mondo lontano dalle piccole imprese. In entrambi i casi si tratta di un errore. Perché sono proprio le piccole e medie imprese ad avere più opportunità. Lo afferma un report di BI Intelligence. Digitale, big data, intelligenza artificiale, servizi personalizzati, struttura dei costi più snella: sono tutti elementi portati dal fintech che rappresentano un vantaggio soprattutto (ma non solo) per le Pmi. Le startup si inseriscono dove i grandi player non arrivano con facilità.

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Una nuova generazione di servizi finanziari

I servizi finanziari delle Pmi sono sempre stati in secondo piano rispetto a quelli delle grandi compagnie. Per una ragione semplice: garantivano meno ritorni. Oggi l’equilibrio sta cambiando: il fintech consente di avere soluzioni su misura, abbattendo i costi di transazione e permettendo operazioni anche su somme minime. Tradotto: anche le Pmi diventano appetibili. Singolarmente contano meno, ma sono molte di più. È un po’ la teoria della coda lunga di internet applicata alla finanza.

L’effetto è dirompente. Ad esempio nel mercato del credito (basti pensare alle piattaforme peer-to-peer o a quelle che concedono prestiti con parametri diversi da quelli bancari tradizionali). Oppure nei servizi digitali, con istituti nativi del web, privi di filiali e sportelli. O ancora nei sistemi di (micro) pagamento.

La competizione fa bene

La competizione tra startup e banche non è tra buoni e cattivi. Le prime hanno avuto il pregio di pungolare le seconde. E le seconde rispondono (chi con più, chi con meno reattività). Se il fintech ha sviluppato servizi che rendono profittevoli i servizi finanziari per le Pmi, anche le banche hanno tutto l’interesse a sviluppare questo nuovo segmento.

L’effetto è duplice e moltiplica i vantaggi per le piccole imprese: da un lato le startup spingono per nuovi servizi e (a volte) si impongono come imprese. Dall’altro le banche tradizionali non possono più ignorarle: le acquisiscono, entrano nel loro capitale o sviluppano internamente soluzioni simili. Perché forse non è più il pesce grande che mangia quello piccolo ma quello veloce che mangia quello lento. Però, se ci si sa muovere, essere grandi aiuta.

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