Così l’IoT sta cambiando l’e-commerce

La filiera delle vendite online è molto lunga. È quindi normale che alla sua definizione concorrano diversi settori: sistemi di pagamento, robotica, intelligenza artificiale, infrastrutture, cybersecurity. Racchiudere tutto questo in un solo post è impossibile. Prendiamo allora un solo un pezzo della catena, l’ultimo. Quello che lega gli utenti all’acquisto. Come sta cambiando e cambierà il modo in cui le persone compreranno online? Giocherà un ruolo fondamentale l’IoT.

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Esperienza individuale

Prima di tutto, senza andare troppo in là, pensiamo a un’esperienza di e-commerce “tradizionale”: vado online, scelgo un articolo, lo compro. Già adesso l’intelligenza artificiale ci supporta, indicandoci articoli simili o che, in base alle navigazioni precedenti, potrebbero piacerci. Da cosa dipende l’esattezza di questi suggerimenti? Dalla bontà degli algoritmi e dalla capacità di raccogliere dati. Quest’ultima si moltiplica grazie agli “avamposti” che rilevano informazioni: non più solo pc e smartphone ma, potenzialmente, tutto ciò che ci circonda. Risultato: un’esperienza sempre più personalizzata. Anzi, di più: individuale.

Gli assistenti digitali

In Italia sono diffuse le versioni mobile degli assistenti digitali, come Siri e Bixby. I governanti digitali, come Amazon Echo, Google Home e HomePod di Apple, devono ancora arrivare. Saranno il centro direzionale della casa, ma anche una sorta di “personal shopper” che conosce i nostri gusti, impara dall’esperienza e ci accompagna nel percorso di acquisto. Senza dimenticare che la commistione tra hardware connessi e intelligenza artificiale offre applicazioni sterminate, con bot dedicati al cliente in ogni fase dell’acquisto.

L’hardware autonomo

I dispositivi connessi costeranno sempre meno e potranno avere anche funzioni estremamente specifiche. È il caso degli Amazon Dash Button, dei bottoni che permettono di ordinare con un clic un determinato prodotto. Per quanto siano una trovata simpatica, lanciata già da un po’ di tempo, non sembrano aver preso troppo piede. E, sopratutto, paiono dispositivi di transizione: l’intelligenza artificiale e l’automazione, se continueranno a evolversi con questo ritmo, permetteranno di avere in casa frigoriferi e credenze che non hanno neppure bisogno dell’uomo per fare la spesa. Saranno in grado di tracciare quello che c’è e quello che manca. E di ordinarlo.

L’e-commerce? Anche in negozio

Ma poi, che cos’è l’e-commerce: tra wearable e beacon, saremo connessi anche nei punti di vendita. Riceveremo notifiche quando saremo in prossimità di un articolo che ci interessa. La distinzione tra fisico e digitale si sfuma. Nella nostra stanza ci saranno telecamere che sostituiranno lo specchio e ci diranno se stiamo bene o male con quell’abito. Allo stesso tempo, saranno i dispositivi connessi a guidarci all’acquisto in negozio. Dai robot per per l’accoglienza dei clienti ai display evoluti in grado di suggerire, smistare, indicare. Certo, per toccare con mano si dovrà sempre fare un giro tra scaffali e vetrine. Ma le applicazioni di realtà aumentata possono proiettare nella stanza quel divano che vorremmo comprare o darci un’idea di come ci starebbe addosso quell’abito visto online.

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