Che cos’è la net neutrality e cosa cambia in Italia

In queste ore si fa un gran parlare di net neutrality. Che cos’è lo dice il nome stesso, che in italiano sarebbe “neutralità della rete”. È un principio secondo il quale l’accesso a internet dovrebbe essere assicurato senza limitazioni a chiunque voglia navigare. Tradotto nella prassi, significa che nessun Internet Service Provider può favorire o penalizzare chi offre servizi online. I mezzi per farlo ce li hanno eccome. Certo, non possono sbattere nessuno fuori dal web, ma possono marginalizzarlo, rendendo l’accesso a un servizio o a un sito più lento o più veloce. Ecco, secondo la legge in vigore fino a ora (voluta da Barack Obama) questo comportamento era vietato. Adesso la Federal Communications Commission (che sarebbe l’equivalente dell’AgCom italiana) l’ha smantellata, su indicazione dell’amministrazione Trump. Perché? Perché secondo l’Autorità (che ha approvato l’abolizione con 3 voti favorevoli, dei repubblicani, e 2 contrari, dei democratici) rappresenta un vincolo inutile: il mercato (cioè gli operatori e i servizi) sanno regolarsi in autonomia.

net neutrality

Che cosa cambia negli Stati Uniti

Il dibattito sulla neutralità della rete, tema molto caro a chi guarda internet come un luogo libero e aperto, ha superato i confini degli Stati Uniti ed è arrivato anche in Europa. Senza una legge sulla net neutrality, il rischio che i provider diventino giudici (o quantomeno giurati) di un servizio più o meno efficiente è concreto. A tutto vantaggio di chi ha le risorse per pagare una connessione più veloce (i grandi gruppi) e contro i più piccoli (startup e attori emergenti). Non è ancora certo, però, che la Fcc riesca nel suo intento. Deve superare, con tutta probabilità, un’ondata di ricorsi. Anche se non riusciranno a ribaltare la decisione, ma sicuramente ne rallenteranno l’iter. Forse abbastanza per arrivare alle prossime elezioni del Congresso. Se in quell’occasione i democratici (favorevoli alla net neutrality) dovessero prevalere, gli equilibri cambierebbero e la partita potrebbe essere rigiocata.

Cosa cambia in Italia

In concreto, in Italia non cambia nulla. Le regole statunitensi non impattano in alcun modo se non nel rilanciare le pressioni di chi vorrebbe limitare la net neutrality. L’Europa ha un regolamento che proibisce agli operatori di rete di accelerare o frenare l’accesso. Tuttavia, c’è sempre una zona grigia, difficilmente gestibile, che di fatto condiziona la neutralità. Come? Se un operatore inserisce nel proprio “pacchetto dati” una piattaforma video o di musica in streaming, gli utenti saranno incoraggiati a utilizzarli.

Commenta l'articolo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...