L’addio ai 140 caratteri ha fatto (molto) bene a Twitter

In un anno cambiano tante cose, figurarsi nel mondo della tecnologia. Nel febbraio 2017, c’era un social network lanciatissimo verso quotazione in borsa e molto amato dai più giovani, tanto da guadagnarsi (follia) il titolo di “nuovo Facebook”. E poi ce n’era un altro, più anziano, dato per morto, incapace di crescere e soprattutto di creare engagement. Questa, un anno fa, era la storia di Snapchat e Twitter. Una storia che oggi sembra capovolta.

twitter

Il sito di microblogging fondato da Jack Dorsey, per la prima volta nella sua storia ha chiuso un trimestre in utile. Non perde soldi, anzi ne guadagna. La notizia è stata accolta da Wall Street con estremo favore, tanto da ignorare alcuni problemi (che restano) e spingere il titolo di Twitter a un maxi-rialzo. Risultato: la capitalizzazione di Twitter (cioè la somma del valore di tutte le sue azioni) ha superato quella di Snapchat. Eppure, guardando il bilancio, non c’è stata una clamorosa esplosione del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nè un incremento considerevole degli utenti. E allora come ha fatto Twitter a tenersi i soldi in tasca? Molto si deve alla riduzione dei costi: ha tagliato personale ma, soprattutto, ha reso la distribuzione e la vendita della pubblicità più efficiente. Inoltre (ed è quello che interessa di più a questo post) è riuscita a coinvolgere di più gli utenti. Come mai prima.

Gli utenti mensili non si sono mossi negli ultimi tre mesi: sono 330 milioni. Quelli quotidiani crescono del 12%. Presi singolarmente, questi due dati non sono strabilianti. Il primo è negativo: un social che non cresce deve guardare con preoccupazione al futuro; il secondo non è un balzo clamoroso. Messi uno accanto all’altro, però, ci dicono una cosa: la base non cresce, ma gli utenti si connettono e interagiscono più spesso. E questa sì che è una buona notizia. Stanno funzionando i nuovi formati pubblicitari (soprattutto video) e le dirette. Ma a spingere l’engagement sono anche le novità introdotte nel corso della seconda metà del 2017. Twitter ha aggiornato il proprio algoritmo, privilegiando utenti con cui si interagisce più spesso e penalizzando la pura cronologia. E poi ha superato il confine dei 140 caratteri, raddoppiati a 280. Offrendo ulteriore spazio con la nuova funzione “tweetstorm” (indicata con l’icona “+”), che permette allo stesso utente di pubblicare più cinguettii consecutivi. Insomma, Twitter avrà anche tradito se stesso, ma con ottimi risultati. Sembra un po’ The Truman Show: il protagonista Truman (Jim Carrey) ci mette un po’ a capire che il mondo in cui vive è una cupola. E che non è un limite invalicabile. Ha paura ma decide lo stesso di uscire. Twitter, andando oltre i 140 caratteri, ha fatto lo stesso e per ora gli è andata bene. In futuro vedremo: non sappiamo come se la passi Truman fuori dalla cupola.

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