Software developer, le donne iniziano a farsi strada

Lo sanno anche i muri: nelle maggior parte delle imprese tecnologiche ci sono ancora poche donne, specie tra gli sviluppatori. È una realtà non solo in Italia, dove la partecipazione femminile al lavoro è tradizionalmente limitata, ma ovunque. Silicon Valley compresa. Il terreno da recuperare prima di arrivare alla parità è ancora molto, ma qualcosa si muove (non solo a parole). Perché più dei proclami anti-discriminatori delle imprese può la formazione.

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Le sviluppatrici di software tra i 18 e i 24 anni – afferma un rapporto di HackerRank – hanno studiato materie tecnico-scientifiche o informatica nel 97,1% dei casi. Sembra un dato scontato, ma non è così. Perché, fino a qualche anno fa, la percentuale era più bassa (tra le colleghe over 35 era dell’86,2%). Il percorso era meno strutturato: le donne arrivavano alla programmazione dopo aver studiato tutt’altro. Tra le sviluppatrici più giovani, invece, la scelta è più precoce e precisa. Le sviluppatrici over 35 che hanno studiato computer science sono il 55,9% del totale. Sono il 60,9% tra i 25 e i 34 anni e toccano il 74,5% nella fascia tra i 18 e i 24 anni. Non si può avere la certezza che questo significhi maggiore qualità, ma è comunque un indizio.

Altra buona notizia: sembrano smussarsi le differenze di genere in un momento importante per la formazione come l’adolescenza. Tra gli sviluppatori nati dopo il 1982, il 42% degli uomini e il 22% delle donne afferma di aver iniziato a studiare coding prima dei 16 anni. Le percentuali si sono abbassate al 20,9% e al 13,9% tra gli under 24. Ma non è un dato negativo come potrebbe sembrare. Significa che i ragazzi masticano codice con naturalezza, anche senza uno “studio” vero e proprio. Tradotto: coloro che erano adolescenti 20 anni fa, la programmazione dovevano andarsela a cercare. Oggi sta diventando parte della quotidianità. Per tornare alle differenze di genere, quindi, le percentuali non descrivono una minore alfabetizzazione digitale (tutt’altro): affermano che lo scarto tra maschi e femmine si è (molto) ridotto: tra gli over 35 era di 20 punti percentuali. Nella fascia d’età 18-24 si è ridotta a 7. Non poco, ma il miglioramento è netto.

Le nuove leve fanno ben sperare. Ma per ora teniamo ancora in fresco la bottiglia di spumante: non è ancora tempo di festeggiare. Al momento, infatti, la carriera delle sviluppatrici resta più complicata rispetto a quella dei colleghi uomini. Tutti muovono i primi passi come sviluppatori junior. Poi però le donne scalano con più lentezza i gradini della scala gerarchica per diventare senior, manager o dirigente. La ricerca afferma che quasi una sviluppatrice su due è ancora junior tra i 25 e i 34 anni. E il 20% lo rimane anche dopo: una percentuale tripla rispetto agli uomini della stessa età.

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