P2P LENDING: cos’è e come funziona

Ultimamente se ne sente spesso parlare… ma cosa sono?

Queste piattaforme altro non sono che siti web destinati al social lending, il prestito fra privati, che sfruttano lo schema del peer-to-peer (abbreviato in P2P) applicato al mondo dei finanziamenti.

L’utente può quindi registrarsi a una di queste piattaforme sia come investitore sia come richiedente.

La piattaforma si occuperà di gestire i vari flussi di denaro fra privati, talvolta intramezzati da istituti bancari o garantiti da enti assicurativi dedicati, e di garantire un margine di guadagno all’investitore iniziale.

Quello che però risulta essere davvero innovativo è la possibilità di segmentare in piccolissime parti la cifra totale del proprio investimento.

Questo vuol dire che, sulla base dei big data, l’investitore in autonomia può andare a filtrare e a selezionare solo i creditori che combaciano con un determinato criterio (ad esempio una determinata durata temporale del prestito correlata da una garanzia del capitale iniziale e a un budget globale limitato).

Anche per chi richiede un prestito le possibilità sono maggiori rispetto a quelle del mercato tradizionale. È infatti possibile selezionare l’importo desiderato e scomporlo in vari segmenti anche da pochi euro ciascuno, consentendo così di ricevere denaro da investitori diversi. Specularmente l’investitore può a sua volta suddividere il proprio capitale in varie parti, riducendo quindi il rischio di perdita.

Grazie a questo schema, composto da vari nodi paritari parziali senza una fonte centrale totale, che il social lending è diventato P2P lending.