Smart Home e IoT: a che punto siamo?

Venerdì 15 febbraio abbiamo assistito a un convegno organizzato dal Politecnico di Milano sulla Smart Home.

Quel che ne è emerso è sicuramente una crescita del settore Smart Home con più di 1000 aziende italiane attive in questo campo nel solo 2018, anno in cui sono sbarcati sul mercato i tanto attesi Smart Home speaker.
Nel 2018 infatti il mercato della Smart Home é cresciuto del 52% rispetto al 2017 e ha raggiunto un valore pari a 380 milioni di euro.

Ma al di là del mercato generato dalla vendita degli assistenti vocali di Google, Amazon (Echo Dot è stato il prodotto più venduto durante il Black Friday 2018 di Amazon) o Apple, l’aspetto più interessante è sicuramente la possibilità che essi trainino tutto il settore. Negli ultimi mesi dell’anno passato, si è infatti riscontrato un aumento di vendite dei dispositivi di Smart Home, in particolare legati al riscaldamento, all’illuminazione o alla cucina.

Gli oggetti di Smart Home sono stati venduti nel 2018 principalmente nei negozi (39%) e online (29%), seguiti dagli installatori professionisti (19%) e fornitori (6%) che subiscono un arresto rispetto al 33% complessivo riscontrato nel 2017. La filiera tradizionale perde quindi campo e tende a rimanere indietro rispetto ai canali puramente consumer.

Per il futuro il mondo della Smart Home punta su installazione plug&play, semplice quindi per utenti e tecnici, e sull’accensione automatica da parte dei dispositivi. Si passa dunque da una visione di programmazione da parte dell’utente e da un sistema di notifiche multidispositivo, a un’attivazione intelligente da parte del device senza bisogno che l’utente dia l’input. Questo significa, per esempio, che una cappa Smart Home sarà in grado di accendersi quando il fumo di cottura sarà percepito e di inviare delle notifiche non solo sulla normale cottura dei cibi, ma anche di segnalare in tempo reale possibili emergenze come perdite di gas.

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