Emoji domain: cosa sono e a cosa servono

Era il lontano 19 aprile 2001 quando ♨️.com ♨️.net ☮.com ♂️.com si guadagnarono il titolo di primi 4 emoji domain al mondo ad essere registrati.

14 anni dopo, nel 2015 CocaCola allestisce a Porto Rico una campagna pubblicitaria utilizzando semplicemente un emoji domain, riportando sotto le luci della ribalta questo strumento comunicativo.

Ma cosa è successo durante questi 14 lunghi anni? La diffusione degli emoji domains è stata sicuramente arrestata da limitazioni tecniche.

Gli emoji domain infatti non sono supportati né da tutte le società di registrazione domini né da tutti i browser e sistemi operativi. Basti pensare che Google Chrome e Firefox trasformano gli url con la codifica
Punycode e che le principali piattaforme social come Facebook e Instagram applicano serie restrizioni alla condivisione di emoji domain.

Negli ultimi anni, però, merito anche della diffusione e della potenza comunicativa degli emoji, gli emoji domain si stanno diffondendo sempre più; LinkedIn ad esempio da pochissimo ne consente l’utilizzo sulle url dei profili personalizzabili da parte degli utenti.

Alcuni definiscono gli emoji domain come il futuro del web, altri ritengono che la scomodità di comunicazione releghi questo strumento nel dimenticatoio, quello che però resta è la potenza comunicativa immediata intrinseca a questo tipo di comunicazione.

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