Facebook dopo Cambridge Analytica: una policy sulla trasferibilità dei dati

Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, che ha portato a Facebook molti sospetti e malumori da parte degli utenti, Menlo Park vuole ripensare completamente l’approccio alla privacy dell’utente.

Facebook ha infatti stilato un white paper sulla condivisione e la trasferibilità dei dati, ponendo come punto centrale il problema della perdita di fiducia nei confronti del social network da parte dell’utenza.

Il post, firmato dal vicepresidente e chief privacy officer di Facebook Erin Egan, recita: “Per costruire strumenti di trasferibilità di cui la gente possa fidarsi, i servizi online necessitano di regole chiare per stabilire sia quali tipi di dati possano essere trasferibili sia la responsabilità della protezione di quegli stessi dati dopo essere stati spostati su altri servizi”.

Il nocciolo dell’articolo è sintetizzato in cinque punti:

  1. Cos’è la trasferibilità dei dati?
  2. Quali dati possono essere trasferibili?
  3. I dati di chi possono essere trasferibili?
  4. Come possiamo proteggere la privacy mentre permettiamo la trasferibilità?
  5. Dopo il trasferimento dei dati, chi è responsabile per un eventuale cattivo utilizzo o mancata protezione degli stessi?

Facebook risponde a queste domande fornendo regole chiare e standard globali per la condivisione e portabilità dei dati, necessari affinché l’utenza ricominci a fidarsi dei servizi online e di Facebook.

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