L’eCommerce in Italia: il punto della situazione

L’eCommerce B2C in Italia rappresenta attualmente solo il 7% degli acquisti complessivi, anche se registra un incremento costante giorno dopo giorno.

L’eCommerce in Italia esiste ormai da 20 anni, e lo scorso 28 ottobre gli osservatori del Politecnico di Milano hanno dedicato una conferenza proprio a questo tema.

Nel 1999 i siti eCommerce italiani erano solo 740, con un mercato del valore di circa 200 miliardi di lire; già nel 2002 gli e-shop erano cresciuti fino a diventare 6000, con un movimento generato di 711 milioni di euro. Gli ordini, all’epoca, arrivavano in gran parte via mail e, ovviamente, solo via desktop.

Proprio in quegli anni i vari colossi dell’eCommerce cominciarono a farsi strada e a crescere più degli altri siti “nazionali”, tanto da far arrivare il relativo giro di affari a 6 miliardi di euro nel 2009, sempre solo con il traffico desktop.

Proprio il 2009 segna poi un anno di profondo cambiamento all’interno dell’eCommerce in Italia: arriva infatti Amazon sul territorio nazionale, facendo nascere così la possibilità di effettuare acquisti anche da mobile.

Nel 2018 il settore è giunto a valere circa 25 milioni di euro, anche grazie all’omnicanalità, cioè alla capacità da parte dell’ecommerce di integrarsi nella filiera tradizionale di acquisto retail. Questo significa che ormai per noi è normale andare a vedere in negozio, o sul sito del produttore, un determinato oggetto, per poi acquistarlo all’interno dei vari marketplace, che fungono da aggregatori e canalizzatori per l’intero settore del retail.

È bene poi evidenziare come nel 2018 sia ripartito il traffico verso gli eCommerce: 60% arriva ancora da desktop, 34% da smartphone, 6% da tablet. Questo significa che i vari smart speaker (come l’Echo di Amazon o Google Home di Google) non generano ancora un traffico rilevante in quest’ambito.

Saranno questi i nuovi strumenti di shopping online del futuro?

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