Voice Designer: chi è e di cosa si occupa questa nuova professione

Stiamo entrando nell’era del Voice First e dei dispositivi IoT interconnessi fra di loro, e la voce si candida ad essere il veicolo principale tramite cui noi umani diamo e daremo sempre più l’input alle macchine.

A partire da fine 2018, infatti, la diffusione in moltissime case dei cosiddetti assistenti vocali, come Echo Dot di Amazon o Google Home di Google, ha permesso a questa nuova tecnologia di diffondersi a macchia d’olio, generando fra l’altro una crescita esponenziale nel mercato del IoT & Smart Home.

Oggi, con l’avvento dei primi CMS della voce e grazie alla necessità di molte aziende di entrare in un mercato nuovo, sta nascendo una nuova professione: quella del voice designer.

Ibrido fra sound designer tradizionale, sceneggiatore e copywriter, al voice designer spetta il compito di creare, grazie alle conversazioni fra macchina e utente fisico, un contesto comune in modo tale che l’utilizzatore della skill (così si chiamano le app per questi dispositivi) non si senta disorientato e sappia sempre cosa chiedere, senza correre il rischio di lasciar morire la conversazione in atto.

La potenza delle skill risiede infatti nella intrinseca capacità di riuscire a entrare nella routine di molte persone, e spesso vengono fruite in gruppo e non singolarmente (come accade per esempio con le app sullo smartphone). Ennesimo aspetto diametralmente opposto rispetto al concetto di UX, di cui il voice designer deve tenere sicuramente conto.

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