Neuralink: il transumanesimo secondo Elon Musk

Dopo le automobili elettriche e le missioni spaziali, il prossimo obiettivo di Elon Musk è collegare il cervello umano all’intelligenza artificiale.

L’impianto Neuralink è un prodotto dalla startup californiana omonima, fondata nel 2016 da Musk con lo scopo di progettare e realizzare interfacce capaci di connettere il cervello ai computer. In questo modo, secondo l’imprenditore sudafricano, l’uomo potrà rimanere al passo con gli sviluppi dell’IA e della robotica.

Il funzionamento è semplice: un sensore, dotato di cavi dal diametro dai 4 ai 6 micrometri, quindi più sottili di un capello, viene impiantato all’interno del cranio, in modo che possa così intercettare l’attività neurale. Le caratteristiche dell’impianto superano i limiti di altri dispositivi omologhi: i cavi sono più sottili ma trasportano una quantità di dati maggiore, e sono dotati di una flessibilità superiore che riduce di molto il rischio di danni cerebrali.

Come spiegato dal neurochirurgo Matthew McDougall, a capo del team di ricerca, già nel breve termine l’impianto Neuralink potrà essere d’aiuto nella cura di gravi patologie come, ad esempio, nei pazienti affetti da paralisi totale: in futuro questi ultimi potrebbero infatti essere messi nelle condizioni di leggere smartphone e computer.

Oltre agli scopi medici, Neuralink riflette la concezione transumanistica del proprio fondatore, secondo la quale il destino dell’uomo è di “migliorarsi” grazie all’apporto della robotica e dell’informatica. Per Musk, infatti, la soluzione per evitare un eventuale conflitto tra uomini e robot intelligenti è unire i due mondi. In questo senso si potrebbero collegare uomini e software ottenendo risultati strabilianti e salvaguardando al tempo stesso le caratteristiche precipue della nostra umanità.

Al momento le ricerche di Neuralink sono ancora alla fase di sperimentazione sui ratti, ma pare che l’azienda abbia imboccato i giusti binari per arrivare al test sugli umani (previsti per il 2020) per poi passare all’ibridazione uomo-macchina.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: